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NUOVA AGRICOLTURA 2002-10-21
 
 
Attualità
Dal Territorio
 

Attualità

I bambini alla scoperta dell’agricoltura per divenire consumatori consapevoli
Gli alunni hanno visitato centinaia di aziende in tutta Italia. Con le iniziative promosse dalla Cia le nuove generazioni imparano a conoscere l’attività nelle campagne e a rispettare l’ambiente e il territorio

“Obiettivo prioritario del nostro progetto è quello di far conoscere ai giovani la realtà dell’agricoltura italiana, i suoi valori e le sue tradizioni e culture. Vogliamo che le nuove generazioni sappiano apprezzare la qualità della vita che offre la campagna e divengano consumatori consapevoli in grado di distinguere i prodotti e le loro caratteristiche”. Lo ha affermato oggi il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Roma presso l’azienda “Cooperativa Agricoltura Nuova” a conclusione dell’iniziativa promossa da “Scuola in fattoria”.

“Sono stati -ha affermato il presidente Pacetti, che ha tenuto la conferenza stampa insieme con la responsabile di “Scuola in fattoria” Pina Eramo e con il presidente della Cia di Roma Massimo Biagetti- giorni molto importanti. Stiamo avvicinando il mondo della scuola a quello agricolo, a quello della ruralità italiana. In tutto il territorio nazionale sono state promosse iniziative con le quali abbiamo cercato di creare un contatto fondamentale per arricchire il patrimonio culturale dei bambini rispetto alle varie azioni per favorire lo sviluppo rurale, la valorizzazione della multifunzionalità dell’agricoltura e la pluriattività delle aziende e la promozione dell’imprenditorialità giovanile del settore”.

“Con queste iniziative -ha sostenuto il presidente della Cia- vogliamo sviluppare negli alunni anche la conoscenza delle attività agricole e dei prodotti del proprio territorio in modo da rafforzare il senso di appartenenza alla comunità locale”.

“Per questa ragione -ha aggiunto Pacetti- è nato anche il quaderno ‘A scuola in fattoria, breve viaggio alla scoperta dell’agricoltura’. Un’opera tesa all’interazione tra testo e fruitore, che attiva da una parte la fantasia e l’estro del bambino e dall’altra fornisce allo stesso le nozioni necessarie per portare a termine il suo percorso didattico. Insieme al quaderno è stato distribuito un simpatico kit completo ‘semi, terra e vasetti’ con il quale i bambini possono entrare direttamente a contatto con il lavoro dei campi”.

“Dai primi dati che abbiamo a disposizione -ha sottolineato il presidente della Cia- l’iniziativa ‘Scuola in fattoria’ si è rivelata un successo significativo che fa seguito ai positivi risultati ottenuti durante lo scorso anno scolastico. Anche in questi giorni gli alunni hanno potuto toccare con mano la realtà agricola, partecipando con entusiasmo alle attività dell’azienda agricola. Così, si sono impegnati ad accudire gli animali, raccogliere frutti, fare le confetture, il miele, il pane, seminare e raccogliere i prodotti della terra. I giovani hanno imparato sul campo cosa è veramente l’agricoltura, la vita in campagna, ma soprattutto il rispetto per l’ambiente e il territorio. Hanno potuto scoprire anche una giusta e corretta alimentazione. E questo certamente contribuirà a farli divenire consumatori oculati”.


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Olio: per la Cia un rinvio auspicato, ma il problema va risolto
Si è momentaneamente conclusa l’annosa questione della “querelle” sul Regolamento Ue che vieterebbe la vendita dell’olio extravergine di oliva sfuso al di fuori dei contenitori diversi da quelli di 5 litri.

Una proposta che la Confederazione italiana agricoltori definì subdola e dannosa per la tradizione e le abitudini consolidate nel commercio al dettaglio nei frantoi e al produttore.

Secondo la Cia, sfuggiva, infatti, il perché di tale normativa, considerando che sono sufficientemente garantite le norme igieniche e qualitative del prodotto.

Il rinvio al primo novembre 2003 dell’applicazione di tale Regolamento comunitario -per la Cia- è un successo del ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno e di quanti si sono sempre opposti.

Ora la Cia confida in una presa di coscienza e in una modifica sostanziale della direttiva che sia più vicina ai legittimi interessi dei produttori, che operano nella qualità, anche quelli che non producono grandi quantità di olio.


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Arance trasformate: importi degli aiuti per la campagna 2002/2003
Ricordiamo che l’articolo 5 del regolamento Ce n.2202/96 ha stabilito per taluni agrumi un limite comunitario di trasformazione, ripartito tra gli Stati membri. In caso di superamento del limite comunitario, gli importi di aiuto indicati nell’allegato 1 del regolamento sono ridotti negli Stati membri nei quali è stato superato il corrispondente limite di trasformazione.

Il superamento del limite è calcolato in base alla media dei quantitativi trasformati con l’aiuto nel corso delle tre campagna o dei tre periodi equivalenti che precedono la campagna per la quale deve essere stabilito l’aiuto.

In base al regolamento Ce n.1816/2002 gli importi per la campagna 2002/2003 sono per l’Italia i seguenti: contratti pluriennali 11,13; contratti di campagne 9,68; singoli produttori 8,71.

Ricordiamo, altresì, che il Mipaf nel settembre scorso aveva invitato le organizzazioni interessate ad attuare una attenta programmazione della contrattazione per la campagna 2001/2002. Nel corso della predetta campagna è stata accertata la grave mancanza, da parte di tutti gli interessati al regime di aiuto alla trasformazione, nel provvedere effettivamente agli auspicati aggiustamenti della contrattazione al fine di evitare ogni rischio di gravi penalizzazioni a carico dei produttori.

Infatti, i quantitativi contrattati nel corso della predetta campagna si sono mantenuti su livelli molto elevati, pari a 916.324 tonnellate per i piccoli agrumi, 470.050 tonnellate per i limoni e 6.410 tonnellate per i pompelmi e molto superiori rispetto ai limiti di trasformazione fissati dal predetto regolamento del Consiglio.

Come conseguenza dei predetti livelli sostenuti della contrattazione, anche i corrispondenti quantitativi trasformati sono risultati elevati incrementando, in particolare, per le arance e i pompelmi, la stessa media dei periodi equivalenti rispetto a quella utilizzata per la campagna 2001/2002 come segue: per le arance 727.818 tonnellate contro 662.579 tonnellate (+ 9 per cento), per i limoni 343.081 contro 347.200 tonnellate (-1 per cento), per i piccoli agrumi 161.568 contro 161.303 tonnellate (0 per cento) e per i pompelmi 4.134 contro 3.111 tonnellate (+ 25 per cento).

Si ricorda che, sulla base dei soli dati nazionali per la corrente campagna 2002/2003, le riduzioni degli aiuti sarebbero state pari a 21 per cento per le arance, 18 per cento per i limoni, 52 per cento per i piccoli agrumi e 28 per cento per i pompelmi; tali penalità sono state considerevolmente ridotte a seguito dei recuperi per mancata utilizzazione dei limiti nazionali da parte di taluni Stati membri. (Settore politiche delle produzioni e di mercato)


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Dal Territorio

Sicilia: le Asl al lavoro per colmare i ritardi dell’anagrafe zootecnica
Le proteste e le preoccupazioni delle Organizzazioni agricole siciliane, che nei giorni scorsi avevano minacciato azioni legali nei confronti di quanti si fossero resi responsabili di danni strutturali alle aziende zootecniche, hanno avuto effetto quasi immediato sull’attività di alcune Asl isolane.

Già da qualche giorno, infatti, la mole dei dati immessi nella banca dati informatizzata dell’anagrafe zootecnica è considerevolmente aumentata. Ciò è da ricollegarsi alla nota che di recente il Servizio veterinario regionale ha inviato alle Asl, a seguito della formale protesta avanzata dalle Organizzazioni professionali agricole ai vertici del ministero della Sanità e dell’Assessorato Regionale alla Sanità. Nella nota le Asl vengono invitate ad adottare anche soluzioni “radicali”, pur di arrivare entro il 25 ottobre all’inserimento di tutti i dati mancanti nell’archivio nazionale dell’anagrafe zootecnica.

“Finalmente -ha affermato Carmelo Gurrieri, presidente della Cia regionale- anche se con notevole ritardo, i vertici sanitari siciliani si sono adoperati per richiamare alle loro responsabilità i servizi veterinari della regione, che devono operare in modo da eliminare il rischio tanto temuto dagli allevatori di non incassare i premi comunitari non solo per l’annualità corrente, ma anche per gli anni successivi”.

“Oggi, alla luce del maggiore dinamismo delle Asl - ha continuato Gurrieri- i nostri allevatori possono sperare di non venire penalizzati dalle inadempienze della Pubblica amministrazione, anche se non possono stare completamente tranquilli.Attendono, infatti, di conoscere per il prossimo 25 ottobre l’esito delle operazioni di caricamento dei dati nell’anagrafe zootecnica per fugare ogni timore di penalizzazione”.


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La posizione della Cia Toscana sulla proroga comunitaria per la commercializzazione dell’olio
Dalla Comunità europea è arrivata la notizia della proroga di un anno delle nuove norme per la commercializzazione dell’olio di oliva che vietano la vendita di olio sfuso in contenitori superiore a 5 litri.

Tale provvedimento è stato ritenuto dalla Cia della Toscana, fin dalla sua prima adozione nel giugno scorso, dannoso per la salvaguardia delle tradizioni e le abitudini consolidate nel commercio al dettaglio sia nei frantoi che dal produttore.

“E’ un importante risultato -ha affermato Giordano Pascucci, vicepresidente della Cia regionale- frutto della nostra iniziativa che tempestivamente aveva denunciato il problema, sollecitando un’immediata correzione della normativa. L’anno a disposizione dovrà servire a migliorare il regolamento innalzando la capacità dei contenitori ammessi almeno a 25/30 litri”.

“Confidando in una più forte presa di coscienza ha concluso- proseguiremo la nostra iniziativa di sensibilizzazione delle istituzioni, a tutti i livelli, in quanto l’attuale impianto del regolamento comunitario contrasta con la tradizione toscana fondata sul rapporto di fiducia fra acquirente e produttore. Un sistema che, oltre a non comportare particolari rischi sotto il profilo igienico-sanitario, consente la valorizzazione degli oli di oliva prodotti in ambito locale con positive ricadute non solo sul piano economico, ma anche per l’ambiente ed il territorio, nonché per i benefici sul piano culturale, turistico, sociale e ricreativo”.


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