Le Commissioni della Camera dei Deputati hanno iniziato la discussione del disegno di legge inerente la manovra finanziaria per l’anno 2003. Già in Commissione Agricoltura sono stati approvati una serie di emendamenti sia avuto riguardo alle Tabelle finanziarie che all’articolato.
Per quanto riguarda le Tabelle la Commissione agricoltura ha incrementato le dotazioni relative al funzionamento dell’Agea e alla realizzazione degli interventi per il Fondo di solidarietà nazionale. E’ stato, inoltre, ripristinato il finanziamento per gli aiuti nazionali al settore bieticolo-saccarifero. Nella parte normativa i principali interventi riguardano aspetti fiscali (sanatoria per i fabbricati rurali), normativi (Fondo per gli investimenti a favore di filiere e distretti), oltre ad altri interventi di varia natura (azioni a favore della scrapie e della sharka, commissariamento Cap).
In attesa che, nei prossimi giorni, sia la Commissione Bilancio della Camera a definire quali emendamenti proposti dalle varie Commissioni siano ammissibili o meno, di seguito pubblichiamo un riepilogo degli investimenti a favore del settore agricolo contenuti nelle Tabelle di spesa.
Nei prossimi giorni pubblicheremo alcune analisi relative ai singoli articoli di maggiore interesse agricolo.
Voci di spesa stanziamento 2002 proposte 2003
Tabella A
Per azioni Mipaf 1.368 517.329
(di cui per regolazioni debitorie) 517.000
Totale Tabella A 1.368 517.329
Tabella B
Per azioni Mipaf 56.475 17.658
(di cui per limiti di impegno) 10.328
Totale Tabella B 56.475 17.658
Tabella C
Agea 162.034 193.108
Aiuti naz.li zucchero 25.162
Piano naz.le pesca 22.646 22.402
Contributi ad Enti 5.860 5.653
Ricerca 20.129 19.415
Totale Tabella C 235.831 240.578
Tabella D
(da non considerare nel totale)
Fondo Solidarietà 41.317 100.000
Rottamazione macchine 15.495
Fondo Solidarietà 100.000
Tabella F
Intese Istit.nali
di programma 13.893
Proprietà coltivatrice 15.495 5.165
Opere irrigue 5.165 5.165
Fondo Solid.(assicurazioni) 103.291 100.000
Fondo Solid.(compensazioni) 185.924 100.000
Per azioni ministeriali 191.089 232.276
Art. 25 legge 144/99 2.120
Programmi interregionali 52.214
Art. 129 fin.02-int. Vari 64.556 61.974
Rottamazione macchine 20.658 5.165
Patrimonio idrico 5.165 5.165
Legge 122/2001
(incendi boschi) 25.823 25.823
Subsidenza Ravenna 6.197 5.165
Pesca 19.671 15.495
Totale Tabella F 711.261 561.393
Totale generale 1.004.935 1.336.958
(I valori sono espressi in migliaia di euro)
La Cia era presente a Torino alla II Conferenza nazionale sulle aree protette. Il responsabile nazionale dell’Ufficio territorio e ambiente della Cia Nicola Stolfi ha sottolineato, in quella sede, la necessità e l’urgenza di dare rappresentanza alla categoria degli agricoltori nella gestione delle aree protette.
Tale rivendicazione deriva da una semplice considerazione: la corretta programmazione e gestione di un’area protetta è realmente praticabile, solo se partecipano attivamente tutti i soggetti sociali interessati e, primi fra tutti per la consistenza ed importanza in questi ambiti, gli agricoltori.
Questa richiesta è stata riconosciuta opportuna da parte delle forze sociali presenti alla Conferenza e sarà dunque presentata ufficialmente ai soggetti istituzionali. Per questo si è deciso di allestire un Tavolo di consultazione tra le Organizzazioni professionali agricole, le tre Associazioni ambientaliste maggiormente rappresentative (Legambiente, Wwf, Italia Nostra) e la Federparchi per impostare una politica comune sui parchi e per formalizzare la richiesta di una partecipazione diretta degli agricoltori.
In merito alle consultazioni della Conferenza, la Cia ha espresso una valutazione sostanzialmente positiva sull’evoluzione della politica dei parchi in questo decennio (e cioè dall’anno di approvazione della legge nazionale n.394 sui parchi) e ritiene utile accelerare tale processo in modo che le aree protette diventino sempre più gli ambienti ideali per lo sviluppo agricolo sostenibile.
Così, per la Confederazione italiana agricoltori sarebbe utile, ad esempio, che gli Enti-Parco favorissero gli agricoltori residenti nei parchi sia incoraggiando la promozione dei prodotti di qualità, sia affidando loro direttamente lavori di manutenzione minuta e diffusa del territorio (quali la difesa idrogeologica, la difesa dagli incendi, la riqualificazione ambientale). Ciò darebbe concretezza al principio, riconosciuto e promosso a livello di Unione europea, della multifunzionalità dell’agricoltura.
Si è svolta lo scorso 6 ottobre una riunione promossa dai comuni di Ramiseto, Collagna, Busana, Ligonchi, dell’alto crinale dell’Appennino reggiano, con gli allevatori di bovini ed ovini della zona, bloccati dalla movimentazione degli animali a seguito delle ordinanze sanitarie emesse per il caso di blue tongue verificatosi a fine agosto sul versante massese.
Tale riunione promossa dalla Cia di Reggio Emilia è stata indetta per operare una valutazione, tra le Organizzazioni agricole, il Servizio veterinario locale, la Comunità montana ed Unicarni, delle possibili soluzioni per creare il minor disagio agli allevatori della zona in seguito alla difficile situazione che si è determinata. Nel corso dell’incontro è stata anche illustrata la possibilità di utilizzare il macello comunale di Pontremoli, che rimane disponibile per i capi sotto i 24 mesi di età, ma è altresì emersa la difficoltà di trovare una soluzione per la commercializzazione della carne, non avendo questo macello il bollo Cee.
La soluzione infine individuata è stata quella di utilizzare il macello dei F.lli Remedi di Aulla, per il tramite di Unicarni, che si è resa disponibile a fornire un servizio agli allevatori e rispondere così anche alle sollecitazioni avanzate in questa direzione dalla Cia provinciale, dai Comuni, dalla Ausl e dalla Comunità montana. I contatti con il macello saranno curati da Unicarni, che provvederà al ritiro della carne e metterà a disposizione un punto di riferimento per l’organizzazione del trasporto tramite un Ufficio adibito a tale compito. Un interevento ci sarà anche da parte dei Comuni e della Comunità montana, che hanno stabilito un contributo per i costi del trasporto che dovrebbe coprire l’intero importo.
Le quotazioni per le vacche da scarto vanno da 0,20 a 0,50 euro al chilogrammo di peso morto (più Iva), quindi gli allevatori non riceveranno molto per gli animali, ma l’accordo, valido sino al prossimo 31 ottobre -ha ribadito la Cia di Reggio Emilia- ha il pregio di evitare loro una serie di costi e di risolvere molti problemi che per i singoli sarebbero insoluti.
Sono stati inaugurati domenica scorsa i nuovi uffici di Oderzo della Cia presso l’ex filanda in via Piavon 20. Alla celebrazione hanno partecipato i componenti della presidenza della Cia provinciale di Treviso, l’assessore alle Attività produttive, il sindaco di Oderzo e centinaia di agricoltori venuti per l’occasione.
Nel suo intervento il sindaco Elio Pujatti si è detto felice della crescita di un’organizzazione come la Confederazione italiana agricoltori in grado di assicurare servizi efficienti ai cittadini e agli imprenditori agricoli opitergini.
L’assessore Piovesan ha sottolineato la necessità di una più equilibrata pianificazione dello sviluppo territoriale.
In provincia di Treviso, infatti, ci sono 17 milioni mq. di aree industriali e dai dati della Cia provinciale emerge che si è registrata la perdita del 4,7 per cento di terreno agricolo. Per questo la Cia continuerà la campagna di sensibilizzazione, iniziata la scorsa estate con la consegna di un documento ai sindaci della Marca, promuovendo nei prossimi mesi un incontro fra le parti chiamate poi a decidere del futuro di Treviso, sindaci, Provincia, agricoltori, industriali, artigiani e naturalmente cittadini.
I componenti della Cia di Treviso, nel ringraziare tutte le autorità che hanno partecipato all'inaugurazione della sede di Oderzo, hanno ribadito l’importanza del loro sostegno che dimostrano costantemente all’impegno e al lavoro della Confederazione, che trova nel consenso degli agricoltori la forza di continuare la strada intrapresa.