Attualità | | Orientare la Finanziaria verso politiche incisive per l’impresa | Il presidente della Cia Massimo Pacetti riafferma le preoccupazioni per una manovra economica che ha una insufficiente attenzione nei confronti dell’agricoltura
“Orientare la Finanziaria 2003 verso reali politiche di sostegno alle imprese per favorirne l’innovazione e la competitività”. E’ quanto rilevato dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti al termine dell’incontro avuto oggi con il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno sui temi relativi all’agricoltura e alla manovra economica per il prossimo anno.
Il presidente della Cia ha sottolineato la necessità che nelle Tabelle di spesa del ministero delle Politiche agricole vadano migliorate le dotazioni che riguardano la gestione delle risorse idriche, gli aiuti relativi al settore bieticolo-saccarifero, il Fondo di solidarietà nazionale e le azioni finalizzate alla qualità.
Per quanto concerne, invece, l’articolato della manovra, Pacetti ha sostenuto l’esigenza di trovare adeguate risposte ai problemi del lavoro, della “cartolarizzazione”, della regolarizzazione delle “figure miste” e di alcuni aspetti fiscali, in particolare per i giovani.
Nel corso dell’incontro il presidente della Cia ha posto l’accento sull’importanza del settore agricolo nelle azioni per lo sviluppo del Mezzogiorno e sulla necessità di avviare, attraverso interventi mirati e consistenti, un sistema assicurativo moderno di sostegno alle imprese colpite da calamità naturali.
“Sono tutti temi che -ha concluso Pacetti- dovranno essere approfonditi nel prossimo tavolo agroalimentare, che il ministro Alemanno ha dichiarato sarà convocato al più presto”.
| | Il decreto sui lavoratori extracomunitari delude le attese del settore agricolo | Una dichiarazione del vicepresidente della Cia Paolo De Carolis
“Il provvedimento sulla regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari delude fortemente le attese del settore agricolo”. Lo ha affermato Paolo De Carolis, vicepresidente della Confederazione italiana agricoltori, in occasione del via libera definitivo della Camera al decreto.
“Anzitutto -ha rilevato- non sono state accolte le richieste avanzate dalla Cia di introdurre correttivi per il lavoro stagionale e ciò significa che la maggior parte dei lavoratori extracomunitari che prestano la loro attività in agricoltura non potrà essere regolarizzata. Il rapporto di lavoro di almeno un anno, richiesto dal decreto come requisito minimo per poter accedere alla regolarizzazione, è, infatti,del tutto irrealistico in un settore come l’agricoltura, dove tutta l’attività ha carattere stagionale”.
“In secondo luogo -ha continuato il vicepresidente della Cia- contestiamo fortemente la decisione, tutta politica, di sottrarre dal prossimo decreto flussi il numero complessivo degli immigrati con il foglio di via che saranno regolarizzati con questo decreto”.
Secondo De Carolis, “è evidente che, stante l’alto numero di extracomunitari che ricadrà in questa fattispecie, il prossimo decreto flussi avrà quota zero o vicina allo zero, con il risultato che le aziende agricole saranno doppiamente penalizzate : escluse, adesso, dalla possibilità di regolarizzare coloro che già lavorano e penalizzate, dopo, dalla possibilità di avvalersi di coloro che dovranno entrare”.
“La Cia -ha concluso- prende atto delle scarsa attenzione che è stata riservata ai problemi dell’agricoltura e della grave sottovalutazione del fenomeno dell’immigrazione che si è fatta, da prima, con la ‘Bossi-Fini’ ed ora con la sanatoria. Per tutto questo la Cia manifesta il rammarico e si riserva di intraprendere tutte quelle azioni che riterrà opportune per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema e far riflettere le forze politiche sulle conseguenze di provvedimenti così poco equilibrati”.
| | Onilfa: quattro imprenditrici della Cia vincitrici del premio “Dea Terra” | Quattro sono le imprenditrici agricole della Cia vincitrici del premio “Dea Terra” bandito dall’Onilfa e giunto alla sua seconda edizione. Queste le vincitrici: Bergamini Liliana, Azienda “Due soli-Prima luna” di Lecco, allevatrice e produttrice di formaggio di capra nel suo caseificio aziendale dove sperimenta sempre nuove produzioni tra cui il Capreggio, un taleggio con il latte di capra; Furfari Sorgonà Rosetta, Azienda “Il filo di seta” di Reggio Calabria,che si occupa di prodotti biologici agroalimentari e produzioni tessili, con la particolarità di essere anche fondatrice del “Museo della Seta” e punto di riferimento per visite didattiche per le scuole di ogni ordine e grado; Giorni Roberta, di Arezzo, la cui azienda è specializzata nella produzione di tabacco Kentucky per il sigaro toscano, con particolarità nella ricerca di metodi di coltivazione compatibili con l’ambiente; Heliste Anne Marjatta, Azienda agricola Coccolano a Valfabbrica in provincia di Perugia, che, oltre al suo allevamento ovino e alla trasformazione del latte nel caseificio aziendale, tesse con telaio manuale il proprio prodotto.
Le quattro imprenditrici agricole associate si troveranno a Roma il prossimo 30 ottobre all’Hotel Regis per ricevere il loro premio dal ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno e alla presenza anche del presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti.
L’occasione sarà la celebrazione della Giornata mondiale della donna rurale che, per il 2002, è dedicata alla “Formazione e all’educazione”, quali strumenti forti per affrontare e combattere la povertà dei Paesi in maggiore difficoltà di sviluppo.
L’appuntamento del 30 rappresenta, così, una soddisfazione per la Confederazione e per l’Associazione “Donne in Campo” che in tante regioni regioni ha lavorato e si è impegnata per segnalare le proprie imprenditrici. A rendere ancora più bello il successo della Confederazione contribuiscono, inoltre, le due segnalazioni che l’Onilfa ha previsto si aggiungano alle imprenditrici premiate, anche queste associate alla Cia. Si tratta di Rosa Maria Bianco, Azienda agrituristica “Le Biricoccole” di Vada (Livorno), che ricerca nuovi frutti antichi come il biricoccolo, antico ibrido naturale fra susino e albicocco, e Maria Chiara Onida, Azienda “il Boscasso” a Ruino (Pavia), che vanta dodici varietà di formaggi tra caprini, tomini e formaggi stagionali.
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| Dal Territorio | | A Varenne il convegno sulle imprenditrici agricole lecchesi | Il titolo “Le ragazze dell’agricoltura. Le imprenditrici agricole lecchesi tra progetti, difficoltà e soddisfazioni” che l’amministrazione provinciale di Lecco e l’Associazione “Donne in campo” della Cia della Lombardia hanno voluto dare al convegno che si è tenuto a Varenne, sul Lago di Como, è risultato, per i numerosi interventi che si sono susseguiti, davvero una felice intuizione.
Il riferimento riporta in particolare al contributo fornito da Mario Adua, dell’Istat, che ha illustrato una prima analisi dei dati del Censimento dell’agricoltura; dati che, seppur parziali, rilevano all’interno del generale calo degli addetti nel settore una sostanziale controtendenza della presenza femminile. Infatti, qualunque dato analizzato conferma una tendenza in salita, cominciando dall’aumento di 13.000 (+2 per cento) conduttrici a fronte di un meno 20 per cento di uomini, all’aumento di giornate lavoro (+ 3 milioni) ad una razionalizzazione della dimensione aziendale. Le donne diminuiscono nelle aziende sotto i 5 ettari, ma aumentano come conduttrici in quelle ad esclusiva manodopera familiare e quelle con salariati, ad un calo delle donne nelle aziende di montagna, ma ad un aumento in quelle di collina e pianura ancora una volta a fronte di un trend negativo delle aziende a conduzione maschile. L’intervento di Adua, seguito a quello di Chiara Nicolosi e dell’imprenditrice Liliana Bergamini vicepresidente di “Donne in campo” della Lombardia, ha finito per incidere ovviamente su tutti gli altri contributi.
Molto interessante, e in qualche modo complementare ai dati Istat, è risultato il contributo di Michela Zucca, antropologa del Centro di ecologia alpina di Trento, incentrato sul tema “Dove le donne se ne vanno la montagna muore: sviluppo del territorio e azione femminile in ambito rurale”.
Il Convegno a cui sono intervenuti, oltre ad esponenti delle istituzioni locali, anche il presidente regionale della Cia Umberto Borrelli, il presidente dell’Associazione “Donne in campo” Lombardia Anna Cazzaniga, il presidente della Cia di Como e Lecco Corrado Toscani e Paola Ortensi presidente nazionale di “Donne in campo”, ha costituito un evento di reale spessore a livello nazionale.
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| Appuntamenti | | Incontro della Cia a Napoli su “Le biotecnologie per le colture agrarie in ambiente mediterraneo” | La Confederazione italiana agricoltori ed il Consolato generale degli Stati Uniti a Napoli hanno organizzato un incontro tra scienza ed agricoltura sul tema “Le biotecnologie per le coltura agrarie in ambiente mediterraneo”, che si svolgerà il prossimo 22 ottobre a Napoli.
I lavori, moderati da Luigi Monti, dell’Università di Napoli, dopo il saluto del Console generale degli Usa a Napoli Clyde Bishop, saranno introdotti dal presidente di Nomisma Paolo De Castro e daMarteen Chrispeels dell’Università della California.
Seguiranno le relazioni di Albino Maggio, dell’Enea, sul tema “Dall’agronomia alle biotecnologie e viceversa”, di Ray Bressan, della Purdue University, sul tema “Migliorare la produttività delle coltura agrarie sottoposte a stress idrico e salino: il ruolo delle biotecnologie”, di Fabio Veronesi, dell’Università di Perugia, su “Le biotecnologie per le produzioni tipiche mediterranee” e di Janet Carpenter, del National centre for food and agricolture policy, sulla “Esperienza statunitense nell’applicazione delle biotecnologie”.
Dopo il dibattito, i lavori saranno conclusi dall’intervento del presidente nazionale della Confederazione Massimo Pacetti.
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