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NUOVA AGRICOLTURA 2002-11-29
 
 
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Attualità

Positivo l’accordo Ue sugli Ogm.
La Cia valuta positivamente l’accordo politico raggiunto ieri in sede di Consiglio dei ministri dell’agricoltura Ue sul livello di soglia accidentale autorizzata e la conseguente indicazione in etichetta di presenza di Ogm nei prodotti alimentari e nei mangimi.

L’accordo è un ulteriore passo per una gestione trasparente, basata sulla conoscenza della materia, con criteri, limiti e soglie molto più restrittive di quelle in uso in altri paesi.

La normativa, che dovrà ora tornare al Parlamento Europeo in seconda lettura, non riguarda tuttavia -rileva la Cia- il settore delle sementi che restano ancora escluse da qualsiasi regolamentazione comunitaria circa soglie e parametri tecnici. A tale proposito la Cia esprime preoccupazione per i produttori cerealicoli italiani che sono ancora in attesa di disposizioni nazionali riguardo alle prossime semine di soia e mais.

L’indicazione dei ministri dell’agricoltura Ue è quella di stabilire allo 0,9 per cento la soglia di tolleranza sugli alimenti e mangimi e ciò avrà conseguenze sulla fissazione delle soglie per le sementi, per le quali sono state già individuate tolleranze tecniche che variano da uno 0,3 ad uno 0,7 per cento a seconda delle colture.

La Cia ricorda come da tempo abbia criticato posizioni pregiudiziali su questa complessa materia, a cui non si possono dare risposte parziali come, ad esempio la creazione di aree Ogm-free.

La fissazione di soglie di tolleranza rigorose garantirà sia i consumatori, che potranno scegliere informati cosa acquistare, e i produttori, che volontariamente sceglieranno di seminare colture esenti da Ogm. Tutto ciò comporterà un rigoroso sistema di controllo e, in tale direzione, l’Italia è in pericoloso ritardo per quanto riguarda l’istituzione della Autorità per la Sicurezza alimentare nazionale, che dovrà essere il referente dell’omonima Autorità europea.


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La Pac penalizza fortemente le produzioni mediterranee: urgente la revisione per un riequilibrio.
Il presidente della Cia Massimo Pacetti intervenuto ad un convegno in Sardegna

“Da sempre abbiamo ribadito che il costo di un’Europa più grande, libera e pacifica non dovesse essere sostenuto esclusivamente dagli agricoltori. La stabilizzazione della spesa dal 2007 per la messa a regime dei meccanismi di sostegno agli agricoltori fino al 2013 potrebbe risultare in concreto penalizzante tanto per i produttori agricoli dei Quindici che dei Paesi che aderiranno. In particolare, potrebbe condizionare oggettivamente gli interessi di Paesi che, come il nostro, vedrebbero fortemente ridimensionate le opzioni per una riqualificazione della spesa agricola. E a risentirne potrebbero essere le produzioni mediterranee”. Lo ha affermato il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti, intervenendo oggi ad Olbia durante il convegno “Pac e problemi emergenziali della Sardegna”

“Emergenza acqua, indebitamento delle imprese agricole ed il macigno della “lingua blu” -ha sottolineato Pacetti- costituiscono già un peso assai gravoso per l’agricoltura sarda. Peso al quale si potrebbero sommare le ricadute delle proposte di revisione della Pac che investono, di fatto, tutta l’agricoltura mediterranea con l’ulteriore aggravante della distanza dell’isola. Da ciò ne deriva che per questa regione si potrebbe invocare uno status speciale in relazione all’erogazione dei Fondi strutturali.

“Tornando alla politica Ue -ha aggiunto Pacetti- l’accordo dell’ultimo Consiglio europeo pone luci ed ombre per il futuro dell’agricoltura. C’è il serio rischio di ostacolare il processo di riequilibrio della spesa agricola tra imprese, settori produttivi e regioni. L’obiettivo prioritario per noi è quello di consentire un iter rispettoso delle scadenze previste dall’allargamento Ue ai Peco, senza comportare un ripensamento circa le modalità della revisione a medio termine della Politica agricola comune, del suo finanziamento e dell’estensione delle sue regole ai nuovi Paesi.

“Sul complesso delle proposte della Commissione Ue la Cia -ha ribadito il presidente- ha espresso un giudizio articolato e non certamente di chiusura pregiudiziale. Come abbiamo evidenziato allo stesso Commissario all’Agricoltura Franz Fischler durante l’incontro avuto a Roma, siamo sempre pronti al dialogo e al confronto. L’obiettivo irrinunciabile rimane, tuttavia, la tutela degli agricoltori, delle loro imprese, dei loro redditi, soprattutto davanti alle nuove difficili poste dell’allargamento, dal Farm Bill Usa e dal negoziato Wto”.

“Una politica -ha continuato Pacetti- tesa a valorizzare le produzioni di qualità legate al territorio, premiare i comportamenti virtuosi dei produttori mirati ad uno sviluppo sostenibile, garantire per quanto di nostra competenza la sicurezza alimentare e dei consumatori, difendere e tutelare l’ambiente e il territorio”.

“Tutto ciò -ha proseguito Pacetti- non è possibile senza una Politica agricola comune, insostituibile oggi da qualsiasi tipo di rinazionalizzazione, che punti al riequilibrio territoriale e produttivo, che leghi le Ocm alle politiche della qualità, che sia orientata al rafforzamento strutturale delle imprese e delle loro forme economiche”.

“Una politica -ha spiegato il presidente- che esalti le produzioni indirizzate al mercato, renda protagonisti gli agricoltori e gli enti territoriali nelle scelte per l’utilizzo delle risorse a favore delle aree per l’attuazione delle misure per lo sviluppo rurale, che privilegi gli interventi dello sviluppo rurale a favore di tutti i territori agricoli, tutelando le imprese e le comunità che in essi vivono, che agevoli la partecipazione dei giovani e delle donne nella conduzione delle aziende agricole”.

“A questo punto -ha concluso Pacetti- l’auspicio è che mettano in moto tutti i necessari meccanismi che permettano un processo di allargamento equilibrato, senza ulteriori penalizzazioni per il mondo agricolo e per gli agricoltori. E, quindi, essenziale che si dia forma ad una revisione della una Pac sempre più rispondente alle nuove esigenze dei produttori agricoli, delle loro imprese, delle loro famiglie e dei consumatori, cittadini e contribuenti europei. E’ questo il senso vero della sfida che ci attende”.


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Maltempo: per l’agricoltura una catastrofe. Accertati finora danni per 350 milioni di euro.
Prime e ancora provvisorie stime della Cia, che purtroppo sono destinate a salire. Persi oltre 20 mila capi di bestiame. Distrutte stalle, strutture e macchine agricole e serre. Cancellate colture di ortaggi, olivi, fiori, cereali, alberi da frutta. Interi vigneti non ci sono più. Le semine subiranno pesanti ritardi.

Le prime stime della Cia-Confederazione italiana agricoltori sono drammatiche: il maltempo che ha colpito in questi giorni il Nord Italia ha causato danni per 350 milioni di euro. Pesantissime le conseguenze per il settore zootecnico: sono andati persi oltre 20 mila capi di bestiame (bovini, suini e ovini). Le acque hanno distrutto diverse migliaia di quintali di foraggio e di mangime e in queste ore non c’è in alcune zone alimentazione per gli allevamenti.

Sono centinaia, secondo i dati raccolti dalla Cia, le stalle distrutte. Gravissimi i danni per le aziende e le strutture agricole. Moltissime le serre devastate dalla pioggia e dagli allagamenti. Nei vivai sono andate perse migliaia di piante. Anche le colture floricole hanno visto distrutta gran parte della produzione autunnale.

Le esondazioni di fiumi e laghi hanno praticamente cancellato tutte le coltivazioni stagionali: ortaggi (insalate, radicchio, cavoli, broccoli, finocchi, verze), cereali e foraggi. Danni sono stati subiti anche dagli oliveti e vigneti, alcuni dei quali anche di pregio, purtroppo, non esistono più. La furia delle acque ha sradicato migliaia di alberi da frutta (peri e meli) e pioppeti.

Le conseguenze del maltempo, però, non si fermano qui. Secondo la Cia, tutte le semine previste in questo periodo sono state ritardate. E questo avrà effetti negativi sulla produzione agricola della prossima annata. Non solo. Gli agricoltori saranno costretti a nuovi pesanti oneri per il ripristino dei terreni allagati e per il reimpianto degli alberi.

La Cia ha chiesto al governo che, a partire dall’approvazione della finanziaria per il 2003, vengano stanziate le risorse necessarie per le zone colpite e che in esse siano previsti gli interventi per il ristorno dei danni alle produzioni e alle strutture agricole. In tale contesto è indispensabile che le Regioni portino al più presto a compimento la mappa dettagliata dei danni per attivare in tempi brevi i finanziamenti a sostegno degli agricoltori danneggiati.

La mappa dei danni in agricoltura regione per regione (stime provvisorie)

Liguria 60 milioni di euro
Piemonte 50 milioni di euro
Friuli 100 milioni di euro
Lombardia 80 milioni di euro
Veneto 40 milioni di euro
Emilia Romagna 20 milioni di euro
Totale 350 milioni di euro


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Servizi agricoli: il Caa-Cia firma la convenzione-quadro con l’Agea.
Il Centro di assistenza agricola (Caa) della Confederazione italiana agricoltori ha firmato la convenzione-quadro con l’Agenzia per l’erogazione in agricoltura (Agea) per la gestione delle attività di servizio per le imprese agricole.

“E’ questo un ulteriore passo -ha commentato il presidente della Cia Massimo Pacetti- per migliorare sempre di più un servizio a favore dei produttori agricoli, contribuendo all’efficienza aziendale nel rispetto delle regole comunitarie e nazionali.”

L’esecutività della convenzione-quadro con il Caa contribuirà a rendere più efficace il sistema di erogazione da parte dell’organismo pagatore nazionale nei confronti delle imprese agricole. In questo modo il positivo risultato, ottenuto dal Caa della Cia sul fronte dei seminativi, con il pagamento record del 92 per cento dei produttori che hanno presentato le domande tramite le strutture promosse dalla Cia, potrà essere esteso e consolidato a tutte le attività svolte.


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In calo la produzione nazionale dell’olio d’oliva.
In calo la produzione nazionale di olio d’oliva. Un’annata deludente quella del 2002-2003, caratterizzata da ripetuti attacchi di mosca che hanno compromesso anche il livello qualitativo della produzione.

Il quadro, anche se non allarmante, non sembra affatto incoraggiante. Quest’anno è previsto un quantitativo di olio d’oliva di pressione pari a 509 mila tonnellate circa, con un calo rispetto all’ultima campagna dell’11,5 per cento.

E’ questa in sintesi la previsione che emerge da un’indagine sull’olivicoltura italiana compiuta dall’Ismea in collaborazione con il Cno e l’Unaprol.

Il saldo negativo è influenzato principalmente dalle forti riduzioni dei raccolti pugliesi e calabresi, rispettivamente del 25 e 12 per cento, solo in parte controbilanciate dagli aumenti soprattutto di Abruzzo, Sicilia, Campania e Umbria.

Per l’Ismea l’olivicoltura sembra essere il settore che maggiormente risente dei cambiamenti climatici degli ultimi anni, con gravi conseguenze sui redditi dei produttori che scontano tra l’altro un maggiore grado di incertezza.

A partire da agosto, infatti, ma soprattutto nel mese di settembre, le alte temperature e l’elevato tasso di umidità hanno determinato una grave situazione sul piano fitosanitario che ha risparmiato di fatto solo le aree interne di alta collina e di montagna.

I trattamenti antiparassitari, peraltro, non hanno avuto gli effetti sperati e a peggiorare la situazione sono stati anche i forti venti di scirocco che soprattutto al centro sud hanno causato gravi perdite, accentuando i fenomeni di caduta delle olive. Da qui il quadro generale non propriamente confortante. Di seguito pubblichiamo la situazione per regione e il raffronto con l’anno precedente. (Settore politiche delle produzioni e di mercato)


Produzione di olio d’oliva in Italia (tonnellate)


Regioni 2001-02 2002-03 Var.%
Liguria 2.103 3.996 90,0%
Toscana 18.014 19.815 10,0%
Umbria 9.852 15.763 60,0%
Marche 4.623 3.467 -25,0 %
Lazio 31.745 19.047 -40,0%
Campania 38.755 43.406 12,0%
Abruzzo 20.390 23.143 13,5 %
Molise 5.656 5.090 -10,0%
Puglia 227.441 170.581 -25,0%
Basilicata 10.900 9.908 -9,1%
Calabria 155.809 137.111 -12,0%
Sicilia 35.833 48.375 35,0%
Sardegna 11.338 7.937 -30,0%
Altre regioni 3.013 1.808 -40,0%
Nord-Centro 69.349 63.896 -7,9%
Sud 506.1 445.5 -12,0%
Italia 575.471 509 -11,5%


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Dal Territorio

Cia di Treviso: l’agricoltura entra in classe.
La Cia di Treviso e l’Associazione Nazionale Giovani Agricoltori (Anga) Treviso propongono alle classi quinte delle scuole elementari della città di aderire al progetto della Comunità europea “Conosciamo l’agricoltura europea”, denominato “Tellus”, cofinanziato dal Mipaf, con il ministro Giovanni Alemanno in veste di testimonial. Alle classi che aderiranno verrà consegnato il kit didattico prodotto dalla Comunità europea, che raccoglie diversi fascicoli dedicati alle grandi colture, all’ortofrutta e alla viticoltura, all’allevamento, alle foreste e all’acquacoltura. Il materiale consente di seguire un percorso che abbraccia diverse materie, tra cui geografia, storia, biologia e scienze naturali, integrandosi naturalmente con i programmi scolastici seguiti dalle maestre.

Entrambe le associazioni inseriscono “Missione Tellus” nell’ambito di progetti rivolti alle scuole già avviati da tempo: “Scuola in fattoria” per la Cia e “Agricoltura: quando la conosco mi piace di più” per l’Anga.

La Cia e l’Anga propongono, a completamento del lavoro svolto in classe, una visita guidata in un’azienda agricola oppure, a scelta dell’insegnante, l’intervento in classe di un imprenditore agricolo, per avere un contatto diretto con l’agricoltura e gli agricoltori. Obiettivo del progetto é, infatti, quello di avvicinare i bambini alla realtà agricola, alla campagna e a ciò che vi si produce.

In un contesto di crescente concentrazione di centri urbani, zone industriali ed aree economiche e di progressivo abbandono delle campagne, le attività del progetto realizzato dal Consiglio europeo dei giovani agricoltori, mirano a fornire agli studenti migliori e maggiori conoscenze sull’agricoltura e il suo mondo. Questo consentirà anche di ristabilire un rapporto più sereno con i prodotti agricoli, colpiti recentemente da crisi che hanno minato la fiducia dei consumatori.

L’incontro diretto con i titolari e le loro aziende permetterà agli studenti di accostarsi all’agricoltura ed imparare a conoscere la qualità dei prodotti agricoli della propria terra.

Il preside Moretti del C.s.a. di Treviso, si é dimostrato favorevole all’iniziativa proposta per la valenza educativa e per la possibilità di integrarla in modo organico e coerente nelle attività di classe; affermando “non si tratta di un’iniziativa fine a se stessa, ma di un vero percorso educativo, che dà modo di approfondire argomenti di estrema importanza e attualità”.


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Appuntamenti

CCia Ascoli: Convegno sull’alimentazione nello sport.
In collaborazione con il Coni provinciale e l’Amministrazione provinciale, la Cia di Ascoli ha organizzato un convegno sulla corretta alimentazione nel mondo dello sport. Si svolgerà il 14 dicembre al Teatro comunale di Porto San Giorgio (Ascoli Piceno) e sarà particolarmente interessante soprattutto per le scolaresche visto che si parlerà di alimentazione nello sport in età scolare. Le relazioni saranno tenute dal dott. Mauro Mario Mariani e dal dottor Lorenzo Somenzini, specialista in Scienza della nutrizione e consulente di Federazioni sportive nazionali. Nell’occasione il Coni di Ascoli consegnerà anche i “Premi 2002”.


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Congresso

Verso la III Assemblea congressuale della Cia.
Ascoli

Saranno quelle di Ascoli (lunedì 2 dicembre nella sala congressi della sede centrale) e di Fermo (martedì 3 nella sala riunioni della Sadam di Campiglione) a concludere il ciclo delle Assemblee zonali indette dalla Cia provinciale di Ascoli in vista del Congresso del 7 dicembre in programma all’Hotel casale di Colli del Tronto (AP). Le Assemblee zonali hanno avuto luogo anche a Servigliano, Ortezzano, Grottammare e Offida.


Bologna

2003-2006, quattro anni e cinque obiettivi: agricoltura sostenibile, Europa ampia e solidale, politica per l'impresa, Regione sovrana, unità d'intenti e d'azione. Sono questi alcuni dei punti fermi su cui verterà la 3a Assemblea congressuale della Confederazione italiana agricoltori di Bologna che si terrà venerdì 6 dicembre 2002, alle ore 9.30, presso il Novotel di Villanova di Castenaso.

"Una più forte rappresentanza per un progetto riformatore dell'agricoltura italiana ed europea". Questo il titolo dato ai lavori che saranno presieduti da Gianluca Cristoni, vicepresidente provinciale. La relazione sarà tenuta da Giorgio Vitali, presidente della Cia di Bologna. Successivamente, ci sarà spazio per il dibattito che proseguirà anche nel primo pomeriggio. Dopo le conclusioni di Francesco Serra Caracciolo, membro della presidenza nazionale, si svolgeranno le elezioni del presidente, del Consiglio provinciale e dei delegati all'Assemblea congressuale regionale.


Perugia

Si è aperta anche in Umbria la campagna congressuale della Cia (Confederazione italiana agricoltori), che si chiuderà il 17, 18 e 19 dicembre a Roma a livello nazionale.

In Umbria lunedì 9 dicembre, con inizio dei lavori alle ore 9.30, presso la Sala Alessi dell’Hotel Plaza è in programma la terza assemblea congressuale regionale della Cia. Ai lavori prenderanno parte tra gli altri il Presidente regionale della Cia Walter Trivellizzi ed il Presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti.

Molti sono gli incontri in programma delle Assemblee congressuali comprensoriali che si terranno sull’intero territorio regionale. Sabato 30 novembre sarà la volta di Villa Redenta di Spoleto le conclusioni dell’incontro saranno affidate a Giuseppe Natale Vice Presidente regionale della Cia, nella stessa giornata un altro incontro si terrà a Gubbio all’ Hotel Beniamino Ubaldi concluderà i lavori il Presidente regionale della Cia Walter Trivellizzi. Lunedì 2 dicembre sarà la volta di Foligno e precisamente l’incontro si terrà presso il Chiostro San Giacomo concluderà i lavori Alfio Casagrande della Presidenza regionale della Cia.

Mercoledì 4 dicembre invece protagonista sarà l’area perugina l’incontro si terrà presso la Sala “Emilio Sereni” sede della Cia regionale i lavori saranno conclusi da Daniela Sarnari della Presidenza regionale della Cia. Giovedì 5 dicembre sarà la volta dell’area terzana di scena l’Hotel Garden la conclusione dei lavori sarà affidata al Vice Presidente della Cia Giuseppe Natale, sempre nella giornata un ulteriore incontro si terrà a Palazzo Vitelli di Città di Castello concluderà i lavori Antonio Sposicchi della Presidenza regionale della Cia. Sempre nella stessa giornata l’assemblea congressuale si terra anche alla Sala polivalente del circolo di Sferracavalo di Orvieto concluderà i lavori il Presidente regionale della Cia Walter Trivellizzi.

Un mese importante questo per la Confederazione Italiana agricoltori che il 20 dicembre festeggerà i suoi primi 25 anni di vita. Molte le battaglie, i progressi che in questi anni la Cia ha fatto sempre tutelando gli interessi degli agricoltori e di tutti gli altri soggetti delle diverse filiere.

Tutte le redazione sono invitate ad intervenire all’Assemblea Congressuale regionale che si terrà lunedì 9 dicembre con inizio alle ore 9.30 presso la Sala Alessi dell’Hotel Plaza.

Alle ore 11.30 il Presidente regionale della Cia Walter Trivellizzi ed il Presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti incontreranno la stampa.


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