Attualità | | Anche l’agricoltura devastata dal maltempo. Già si contano danni per decine di milioni di euro | Nelle regioni del Nord Italia distrutte serre e strutture aziendali e arboree. Gravi conseguenze per cereali, ortaggi, ulivi. Forti ritardi nelle semine. Pesanti costi per il ripristino dei terreni agricoli. Rischia di divenire drammatico il bilancio 2002 dell’agricoltura che già aveva registrato perdite per 4 miliardi di euro
Ancora una volta danni per decine di milioni di euro per l’agricoltura. Ma sono solo le prime stime. Il maltempo che in questi giorni sta flagellando gran parte della Penisola ha avuto finora conseguenze disastrose per il settore primario. Soprattutto al Nord, secondo una prima valutazione della Cia-Confederazione italiana agricoltori, si contano perdite consistenti nelle colture invernali (cereali e orticole, in primo luogo), nelle strutture aziendali e arboree, nelle serre, nella forestazione. Non basta: si sono ritardate molte semine invernali e ciò sicuramente si farà sentire a livello produttivo nella prossima stagione, con costi aggiuntivi per gli agricoltori per la lavorazione e il ripristino dei terreni agricoli colpiti dalle calamità.
I danni maggiori, secondo la Cia, si riscontrano finora in Liguria e in Lombardia. Sulla costiera ligure sono andate distrutte molte coltivazioni di fiori e strutture serricole. Conseguenze negative si sono registrate anche per vigneti e uliveti. Gli allagamenti e gli smottamenti hanno, infatti, divelto molte piante di vite e di ulivo e distrutto piantagioni di ortaggi. Stesso discorso per molti alberi da frutta, per i quali sarà necessario il reimpianto.
In Lombardia, specie nelle zone del Varesotto e della Valtellina, le abbondanti piogge, gli straripamenti di fiumi e dei laghi di Como, Maggiora e Orta hanno provocato numerosi allagamenti nelle campagne e danneggiato aziende agricole e stalle, mettendo a rischio molti capi di bestiame. A rendere ancora più difficile le situazione sono state le frane e gli smottamenti. Danni si sono avuti per alcune colture cerealicole (orzo, avena) e per l’orticoltura.
Non meno difficile, secondo la Cia, il quadro per l’agricoltura in Piemonte, in Val d’Aosta, in Veneto, soprattutto nella zona di Verona per la fuoriuscita dell’Adige che ha causato allagamenti nelle campagne circostanti e distruzioni di molte colture di ortaggi, in Trentino Alto Adige e in Friuli, dove lo straripamento dei fiumi e gli smottamenti hanno sradicato numerosi alberi da frutta e piante di viti e inondato serre e strutture aziendali agricole.
Questa ulteriore ondata di maltempo, che secondo le previsioni meteorologiche colpirà nelle prossime ore anche il Centro e il Sud del Paese, va a rendere ancora più drammatico lo scenario agricolo italiano. Finora, secondo le stime della Cia, per settore c’è stata una perdita secca di circa 4 miliardi (8 mila miliardi di vecchie lire) di euro proprio a causa delle calamità. Un bilancio pesantissimo, risultante dalla somma tra perdite di mercato, danni materiali e nuovi investimenti da improntare per tornare a produrre. Dall’inizio dell’anno è stato, purtroppo, un crescendo fortemente negativo: dal gelo alla siccità della prima parte del 2002 , dalle alluvioni agli smottamenti e alle grandinate della scorsa estate, per finire ai danni del terremoto in Molise e quelli provocati dall’Etna nelle zone agricole circostanti.
| | Le “cartelle pazze” mettono in ginocchio le imprese agricole del Sud | La Cia chiede l’immediata sospensione per consentire la verifica delle singole posizioni
Il sistema delle imprese agricole meridionali, e quello pugliese in particolare, è gravato da un pesante fardello di oneri nei confronti del sistema bancario. Tale onere è divenuto insopportabile ed è fonte di incertezza che rischia di vanificare ogni ipotesi di sviluppo e ristrutturazione del settore. A rilevarlo è la Confederazione italiana agricoltori che da tempo ha chiesto ai governi un provvedimento di sospensione delle cosiddette “cartelle pazze” per consentire la verifica delle singole posizioni.
Secondo la Cia, non sono più ammissibili ritardi e rinvii alla soluzione del problema che investe ormai migliaia di imprese.
Per tale ragione, la Cia sollecita il governo ed i ministri competenti a predisporre gli atti amministrativi necessari per un’azione di verifica della rispondenza reale delle cartelle esattoriali. Chiede, inoltre, quale fattibilità concreta abbia la proposta avanzata a suo tempo dal ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno circa l’utilizzo della società Sviluppo Italia per intervenire a favore di quelle imprese che, a fronte dell’onere da sostenere, mettano a rischio la loro esistenza.
Una proposta fatta in sede di Tavolo agroalimentare e condivisa nella sua sostanza, ma di cui -conclude la Cia- non si è avuta finora più notizia.
| | Riforma Ortofrutta: l’iter procedurale della Commissione | In un recente incontro con il gruppo Copa-Cogeca ortofrutta, il responsabile presso la Commissione dell’Unità Ortofrutta, Azcarate, ha informato che:
- l’iter procedurale di modifica del Reg. 2200/96, relativo all’Ocm ortofrutta, si svolgerà nei prossimi mesi sulla base di un corposo documento preparatorio della Commissione (circa 90 pagine) che verrà inviato agli Stati membri e poi discusso presso i Comitati di gestione, recependo osservazioni e modifiche dei diversi Paesi.
- Tale iter sarà probabilmente veloce e dovrebbe produrre un nuovo testo di Regolamento verso il mese di maggio 2003.
- Per quanto riguarda le modifiche che verranno apportate anche al Reg. 2002/96, sugli agrumi trasformati, l’iter prevede una proposta da parte della Commissione verso il mese di aprile 2003 ed una sua probabile approvazione nell’autunno dello stesso anno.
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| Dal Territorio | | Cipa-at Lombardia: convegno su “La fattoria a scuola: modelli didattici ed esperienze agricole nella | Nel convegno promosso dal Cipa-at della Lombardia a Milano, lo scorso 20 novembre, per presentare l’attività svolta con il progetto “La fattoria a scuola: modelli didattici di esperienze agricole nella scuola elementare” ne sono state illustrate le caratteristiche e le diverse fasi di lavoro. Il progetto, realizzato attraverso l’approccio concertato tra il Cipa-at Lombardia, la scuola elementare “Rinnovata” Pizzigoni di Milano e l’Associazione regionale “Donne in Campo”, vuole diffondere nelle scuole elementari la conoscenza dell’agricoltura, dell’ambiente e l’insegnamento delle scienze attraverso un metodo diretto di conoscenza della natura e di esperienze dirette degli scolari a contatto con il mondo agricolo.
A questo scopo, dopo un corso di aggiornamento sulle moderne pratiche agricole rivolto alle insegnanti della scuola “Rinnovata”, sono state elaborate quattro dispense che oltre ad un approfondimento su quattro comparti importanti dell’agricoltura (il latte, la vite, i cereali e le api) contengono delle vere e proprie unità didattiche e schede di lavoro su tali argomenti, che offrono spunti interessanti per l’insegnamento di tutte le discipline. Tutto il materiale didattico, tra l’altro, è consultabile sul sito www.cialombardia.org/fattoriascuola.
Nei numerosi interventi e nelle conclusioni del vicepresidente nazionale della Cia Alfonso Pascale sono stati messi in luce tutti gli elementi che rendono questo progetto particolarmente interessante ed innovativo: le importanti collaborazioni che ha messo in moto, il metodo utilizzato, il suo valore scientifico dal punto di vista pedagogico e dei suoi contenuti agricoli, l’esportabilità del progetto intesa come possibilità di essere utilizzato in tutte le scuole elementari.
Fondamentale per la nascita di questo progetto è stato l’incontro tra Cipa-at, “Donne in campo” e la scuola “Rinnovata” di Milano, fondata nei primi anni del ‘900 e che segue il metodo pedagogico Pizzigoni, ideato dalla fondatrice, per il quale l’esperienza diretta degli alunni, il loro rapporto con l’agricoltura, i suoi cicli ed i suoi processi produttivi è considerato un elemento fondamentale nell’istruzione elementare e nella quale è presente per questo scopo una piccola azienda agricola.
La collaborazione tra scuola “Rinnovata” e Cia, partita con un precedente corso del Cipa-at rivolto agli imprenditori agricoli, ha rappresentato anche l’incontro tra una tradizione pedagogica di grande valore che in questi ultimi anni viene sempre più riscoperta da insegnanti e pedagogisti, quella delle scuole attive e dell’apprendimento attraverso l’esperienza, legata al fare, al rispetto dell’individualità dei singoli alunni, al potenziamento dell’attività autoinformativa e le numerose attività che la Confederazione e le sue associazioni ed istituti hanno sviluppato in questi anni per potenziare il rapporto tra agricoltura e scuola. Questo progetto, infatti, ha voluto essere anche un momento di applicazione del Protocollo di intesa sottoscritto tra Cia e il ministero dell’Istruzione nel marzo del 2001, finalizzato alla promozione e alla diffusione nella scuola della cultura del territorio legata alle attività agricole, ad una migliore conoscenza del rapporto uomo-ambiente e dei più elementari concetti dell’ecologia, partendo dall’approfondimento dei processi produttivi agricoli.
L’importanza di questo lavoro comune e di tale sinergia è stata messa in evidenza da numerosi interventi da quello di Chiara Nicolosi, rappresentante regionale di “Donne in campo”, che ha illustrato la nascita di questa collaborazione e del progetto stesso, di Antonio Lupo Pasini, del Cipa-at e direttore del progetto, che ha evidenziato, tra l’altro, le caratteristiche innovative della metodologia utilizzata, di Vito Giacalone, preside della “Rinnovata”, di Giulia Scolari, insegnante progettista e tutor del corso, di Franca Zuccoli, insegnante e ricercatrice presso la facoltà di Scienze della formazione primaria dell’Università statale Bicocca di Milano.
Pina Eramo, coordinatrice nazionale della rete “Scuola in Fattoria”, Silvana Sicouri, direttore di Turismo Verde Lombardia, Maria Teresa Besana della direzione generale Agricoltura della Regione Lombardia hanno, dal canto loro, evidenziato come il progetto, rivolto al mondo della scuola, sia complementare e sinergico con i progetti “A scuola in fattoria” e “Le Fattorie didattiche” che puntano allo sviluppo e alla qualificazione dell’attività didattica nelle aziende agricole.
Giacomina Grassi, imprenditrice agricola e docente del corso per le insegnanti, assieme ad altre imprenditrici, ha ripreso e reso evidente, illustrando la sua attività, concetti già introdotti da altri relatori e ripresi in modo particolarmente approfondito nelle conclusioni del vicepresidente della Confederazione Alfonso Pascale, quelli riguardanti il ruolo degli imprenditori agricole e il rapporto tra imprese agricole e società.
Nelle conclusioni si è valutato come una moderna ruralità possa coniugare valori finora considerati contrapposti, come civiltà contadina e modernità e come nella fase di crisi del “modello industrialista”, l’agricoltura e l’impresa agricola possano basare il loro sviluppo e la loro crescita integrando innovazione ed identità, radici, qualità della vita, relazioni e capitale umano perché il territorio si possa proiettare nello scenario globale.
E proprio queste caratteristiche del comparto agricolo sono state colte con particolare soddisfazione dalle docenti della “Rinnovata”, che nelle aziende che hanno partecipato al progetto hanno potuto riscontrare una grande professionalità, una grande passione per il proprio lavoro, una costante attenzione e rispetto della natura, una capacità di creare sviluppo al di là delle logiche troppo stringenti del mercato.
| | La Cia di Torino partecipa alla Fiera del vino a Shangai | Una delegazione della Cia di Torino, rappresentata dal presidente provinciale Lodovico Actis Perinetto e dal direttore Francesco Amatuzzo, ha partecipato alla Fiera del vino, giunta ormai alla sua quinta edizione, organizzata dall’Ente- Fiera di Verona a Shanghai, in Cina, svoltasi dal 12 al 15 novembre scorso.
L’interesse dei produttori italiani per il mercato cinese è naturalmente elevato ed è, per quanto ha potuto constatare la Cia di Torino, un’aspettativa ben riposta. Si tratta, secondo la Cia, di un mercato con elevate potenzialità ed in costante espansione, anche se appare molto diversificato per quantità e qualità della domanda, ma ciò può rappresentare un punto a favore per le aziende torinesi, ormai in grado di fornire una vasta gamma di prodotti.
Il sostegno della Camera di Commercio e dell’Istituto del Commercio Estero sono state, e sono tutt’ora, di fondamentale importanza per garantire un’adeguata consulenza e fornire solide basi logistiche alle piccole e medie aziende della provincia.
Le serate organizzate alla fine di ogni giornata fieristica, alla presenza di autorità locali, di importatori e di ristoratori, hanno permesso, attraverso un abbinamento guidato dei diversi tipi di vino, una puntuale rappresentazione del valore della produzione locale.
La serata di gala, organizzata dalla Regione Piemonte nell’imponente e prestigiosa costruzione del Jin Mao Tower nel modernissimo quartiere di Pudong, la Manhattan di Shanghai, ha dato notevole lustro all’intera manifestazione.
La presenza della Cia di Torino a questa importante Fiera si inquadra nell’attività di promozione e conoscenza dei mercati in forte espansione, che potrebbero rappresentare interessanti opportunità per le aziende agricole associate non solo per ciò che riguardava il vino, ma per tutte le produzioni di qualità della provincia.
Il Consorzio “Prodotti di fattoria” della Cia di Torino è stato ospitato all’interno dello stand dell’azienda Cieck di Agliè, dove ha presentato i suoi prodotti stabilendo importanti contatti con gli operatori dei diversi settori della catena del consumo.
| | Celebrata la giornata del ringraziamento della Cia di Caiazzo | Straordinaria la partecipazione di agricoltori e cittadini alla consueta festa del ringraziamento organizzata dalla Cia di Caiazzo.
Durante la funzione religiosa, dopo il lungo corteo delle macchine agricole che hanno sfilato per le vie cittadine, gli agricoltori hanno offerto tramite i bambini i prodotti della loro terra e la raccolta di denaro destinata alle popolazioni del Molise colpite dal terremoto.
Al termine del rito è intervenuto il presidente della Cia provinciale di Caserta Lino Martone, il quale ha ringraziato tutti coloro che, con la loro partecipazione, hanno reso possibile la riuscita della manifestazione ed ha rivolto parole di elogio all’opera che la Chiesa sta svolgendo a favore dei lavoratori extracomunitari impegnati nelle campagne.
Si è svolto nel pomeriggio, alla presenza degli esponenti della Confederazione e di numerose autorità locali, un incontro-dibattito sul tema “Pane e olio in frantoio”, svolto con il contributo degli studenti di un istituto tecnico, seguito poi dall’esposizione e dalla degustazione dei prodotti tipici della tradizione locale.
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| Congresso | | Verso la III Assemblea congressuale della Cia | Napoli
Si è svolta lo scorso 22 novembre, presso l’hotel Terminus, l’Assemblea provinciale congressuale della Cia di Napoli alla quale ha partecipato il presidente nazionale della Confederazione Massimo Pacetti.
Sono intervenuti all’Assemblea anche Rossana Zambelli, segretaria nazionale dell’Agia, e Piero Bendia, tesoriere della Confederazione, oltre ad un’ampia rappresentanza delle forze sociali, economiche, imprenditoriali e sindacali.
Hanno partecipato ai lavori , tra gli altri, Nicola Oddati, assessore comunale alle Attività produttive e turismo, Anna Rea, segretaria generale della Uil Napoli e Campania, Gennaro Biondi, docente universitario, Clementina Chieffo, presidente dell’Associazione Economisti ambientali d’impresa, Mimmo De Biase, presidente della Lega-Coop Campania, Benedetto Di Meglio, presidente della Federconsumatori Campania, Domenico Mollica, presidente dell’Ordine Veterinari di Napoli, Sergio Sorrentino, presidente Atc e Arcicaccia Napoli, Franco Russo vicepresidente della Camera di Commercio di Napoli.
L’Assemblea ha approvato all’unanimità la risoluzione congressuale nazionale e la relazione del presidente provinciale Vincenzo Califano, il quale ha messo in evidenza le grandi novità del rinnovamento dell’Organizzazione nella sfida del mercato all’insegna della solidarietà e della globalizzazione invitando le istituzioni a superare le logiche municipalistiche per dar vita ad una stagione di stretta collaborazione indispensabile per affermare l’identità produttiva e socio-economica partenopea per progettare un marchio unico del “made in Napoli” con il quale promuovere non solo l’agroalimentare, ma anche la moda, l’artigianato, l’arte e la cultura partenopee, che sono un patrimonio di eccezionale valore per il rilancio di Napoli e del Mezzogiorno.
L’assessore Oddati si è dichiarato disponibili a definire un Protocollo d’intesa con la Cia e con gli altri soggetti istituzionali per realizzare questo marchio.
Il prof. Gennaro Biondi ha sottolineato che dall’assemblea della Confederazione emerge forte il nuovo e moderno linguaggio con il quale l’Organizzazione e l’agricoltura si presentano sul mercato. Ciò si rivela importantissimo per conseguire l’obiettivo della centralità del settore primario nelle politiche di sviluppo economico e di rilancio dell’occupazione.
Il presidente Massimo Pacetti ha ripercorso le tappe fondamentali che hanno portato la Confederazione ad una svolta politico-organizzativa per giocare sino in fondo una partita complessa su scenari politici, istituzionali ed economici in continuo movimento. Di qui l’esigenza di adeguare la struttura organizzativa e di promuovere una nuova classe dirigente alla guida della Confederazione.
“L’agricoltura italiana è ad una svolta -ha dichiarato Pacetti- e con il nostro Congresso noi della Cia ne prendiamo atto. Per la nostra Organizzazione esso rappresenta, infatti, una sorta di spartiacque tra il passato ed il futuro dell’agricoltura. La Confederazione punta ad aprirsi verso l’esterno, arricchendosi di professionalità e di know-how maturati anche in settori diversi da quello strettamente agricolo, favorendo l’ingresso all’interno dell’organizzazione di quelle figure professionali oggi indispensabili per una moderna agricoltura ed esaltando il ruolo dei giovani al suo interno, procedendo anche ad uno svecchiamento dei quadri dirigenti. Dobbiamo contemporaneamente rafforzare il nostro peso nella società ricercando intese con altri soggetti ed organizzazioni, quali quelle rappresentative dei consumatori, del mondo accademico, dei centri di ricerca. Lo sforzo deve essere quello di promuovere una nuova politica per un’agricoltura orientata al mercato, alla qualità e alla competizione. E’, quindi, necessaria una svolta radicale nella politica agricola italiana”.
“Occorre superare le disattenzioni -ha proseguito- le sottovalutazioni, i ritardi che i diversi governi nazionali e locali hanno avuto verso l’agricoltura. Si presenta forte la necessità di un nuovo progetto che assicuri strumenti e risorse agli agricoltori e alle loro imprese. Le parole ordine devono essere: qualità, competitività e riorganizzazione”.
L’Assemblea congressuale ha eletto all’unanimità Vincenzo Califano alla carica di presidente provinciale e Gaetano Gargiulo alla carica di vicepresidente della Cia di Napoli. Sono stati eletti anche gli altri organismi: la Direzione provinciale, la Presidenza provinciale, il Collegio dei revisori dei conti e quello dei Probiviri.
Brindisi
La Cia di Brindisi terrà il prossimo 28 novembre la sua terza Assemblea congressuale provinciale, che si svolgerà presso la Sala Verde della Camera di Commercio dalle ore 9.30.
Ai lavori congressuali, che saranno presieduti dal presidente provinciale della Cia Angelo Candita, parteciperanno, tra gli altri, il vicepresidente nazionale della Confederazione Alfonso Pascale, il presidente della Cia della Puglia Antonio Barile e il prefetto di Brindisi Giuseppe Amoroso.
Palermo
Si svolgerà a Villagrazia di Carini il prossimo 29 novembre, presso l’Hotel Azzolini, a partire dalle ore 10, la terza Assemblea congressuale della Cia provinciale di Palermo.
I lavori, presieduti dal vicepresidente provinciale Franco Candela, saranno aperti dalla relazione del presidente provinciale della Cia Salvatore Inghilleri. Dopo il saluto delle autorità presenti e la nomina delle commissioni congressuali, seguirà il dibattito nel pomeriggio. Le conclusioni saranno svolte dal vicepresidente nazionale della Confederazione Alfonso Pascale.
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