Home
La CIALe SediAgriturismoProgetti DimostrativiL'informazioneEventiServiziContatti
 
» PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2007 – 2013

» Gli agriturismo della CIA vanno a scuola si conservazione cibi

»Terra di Liguria
»Nuova agricoltura
»Comunicati stampa
»Sportelli Informativi
 
2002
Novembre
DoLuMaMeGiVeSa
         12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
             
 
 
NUOVA AGRICOLTURA 2002-11-21
 
 
Attualità
Appuntamenti
Congresso
 

Attualità

Cinque obiettivi per la “qualità”, scelta vincente per l’agricoltura italiana
Il 22 per cento della produzione agricola italiana gode di strumenti di tutela. Il presidente della Cia Massimo Pacetti interviene alla rassegna “De Gustibus”

“Anche se ad oggi il 22 per cento della produzione agricola italiana è una produzione tutelata, è un errore ricondurre la qualità solamente a prodotti che godono di marchi protetti e garantiti, perché il patrimonio qualitativo dell’enogastronomia italiana raggiunge percentuali ben più consistenti. Fior fior di alimenti ancora non portano a compimento il processo burocratico di riconoscimento e altri hanno nella tipicità il valore aggiunto qualitativo che non entra in nessuna tipologia di marchi a tutela nazionali e comunitari”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti, intervenendo oggi a Roma durante un convegno promosso nell’ambito della rassegna agroalimentare “De Gustibus”.

“Il comune denominatore -ha aggiunto- è la qualità. Essa è la scelta vincente. La qualità è assieme miglioramento organolettico e nutrizionale, logistica e organizzazione commerciale, sistema di controllo, vigilanza e autocertificazione, etichettatura e informazione, rintracciabilità, monitoraggio e certificazione. Insomma, occorre investire in qualità per esaltare la nostra agricoltura diversificata e tipica e per tutelare i consumatori”.

“Tentativi di rendere obbligatoria il concetto della qualità -ha detto Pacetti- non possono rendere giustizia alle esigenze di differenziazione, semplificazione e creerebbero appiattimenti verso il basso proprio del concetto stesso di qualità nei confronti dei consumatori”.

“Per quanto riguarda la rintracciabilità, essa, così come è definita dalle norme Ue, è -ha affermato- quel complesso di atti e documenti che consentono di seguire le varie fasi del processo di produzione agro-alimentare, mirata a garantire la sicurezza e la gestione dei rischi. In quanto tale è obbligatoria ed a livello nazionale vanno definiti gli strumenti, le modalità di attuazione, i soggetti incaricati del controllo e le sanzioni. Così determinato diventa uno dei fattori che concorrono al prerequisito essenziale della sicurezza alimentare”.

“Altra cosa -ha sottolineato Pacetti- è la qualità, o meglio le qualità, che sono quel ‘plus’ di comportamenti, volontari, che l’imprenditore mette in opera per qualificare è diversificare sul mercato i propri prodotti: sistemi di controllo, certificazioni e autocertificazioni, firma del prodotto, disciplinari di produzione, etica. La rintracciabilità, la sicurezza alimentare e le strategie per la qualità debbono essere organicamente messe a sistema”.

“Bisognerà comunque lavorare -ha detto il presidente della Cia- su cinque versanti ben precisi per cercare di centrare altrettanti obiettivi: creare interprofessioni di settore e di prodotto; creare occasioni finanziarie in cui i percorsi per la qualità trovino sostanza e rendano praticabili le intuizioni; uniformare azioni e sforzi per la promozione all’estero; anticipare la prossima entrata in vigore del regolamento europeo sulla tracciabilità; spendere una parola chiara e definitiva circa l’insediamento, non importa quale sia la sede, della Autorità nazionale sulla sicurezza alimentare, superando ritardi e qualche equivoco che si è creato”.

“Così –ha concluso Pacetti- noi intendiamo valorizzare le produzione di qualità legate al territorio, premiare i comportamenti virtuosi dei produttori mirati ad uno sviluppo sostenibile, garantire per quanto di nostra competenza la sicurezza alimentare e dei consumatori, difendere e tutelare l’ambiente e il territorio. Tutto sarà possibile solamente attraverso una Politica agricola comune che punti al riequilibrio territoriale e produttivo, che leghi le Ocm alle politiche della qualità, che sia orientata al rafforzamento strutturale delle imprese e delle loro forme economiche”.


^TORNA SU  
Regolarizzazione vigneti: verso la proroga al 31 marzo 2003
Ieri, a Bruxelles, il Comitato di Gestione Vino ha votato all’unanimità la proposta di proroga al 31 marzo 2003 del termine ultimo per la regolarizzazione delle superfici vitate impiantate prima dal 1 settembre 1998.

Sarà, dunque, un apposito regolamento della Commissione a stabilire il nuovo termine.

Secondo la Cia, il rinvio può essere utile a favorire il raggiungimento di un punto di certezza su questa delicata materia, visto il ventaglio di comportamenti delle Regioni che hanno pieno titolo sul potenziale vitivinicolo. Comportamenti conseguenti all’intervento del Parlamento che si è manifestato con l’approvazione dell’articolo 64 della legge Finanziaria per il 2002.

A questo riguardo, infatti, è previsto per i prossimi giorni a Bruxelles un incontro ad alto livello tra Mipaf-Regioni e Commissione Ue. (Settore politiche delle produzioni e di mercato)


^TORNA SU  

Appuntamenti

Cia di Treviso: convegno sulla questioni relative al latte
La Cia provinciale di Treviso ha organizzato per domani 22 novembre, alle ore 10 presso la sede di Villorba dell’Associazione provinciale allevatori di Treviso, un convegno su uno dei temi oggi più importanti per il mondo agricolo: il prezzo del latte.

Oggi il prezzo del latte alla stalla è diminuito, invece quello al consumo, dal primo settembre è aumentato di 100 lire al litro. E domani? Cosa cambierà per il mercato del latte con l’allargamento dell’Unione europea? Quali nuovi fattori influenzeranno il meccanismo di determinazione del prezzo?

Porsi queste domande, secondo la Cia di Treviso, è legittimo, soprattutto per i produttori che devono quotidianamente fare i conti con i continui ribassi, spesso ingiustificati o comunque poco comprensibili vista la buona qualità del prodotto che mettono sul mercato.

I consumatori, dal canto loro, chiedono qualità e che il prodotto sia italiano.

Le aziende di trasformazione e di commercializzazione sono disposte a sostenere un prezzo equo ai produttori? Dalla risposta dipende la sopravvivenza delle nostre aziende zootecniche -ribadisce la Cia provinciale-Con queste aziende, infatti, resiste chi difende la campagna e il territorio, perché con la loro scomparsa si arriverebbe al degrado ambientale del territorio e ad un peggioramento inevitabile delle condizioni di vita per tutti.


^TORNA SU  
Friuli: una antologia in rosa di esperienze personali raccolte da “Donne in campo”
Le donne hanno “inventato” l’agricoltura e si sono occupate oltre che dell’allevamento dei figli anche della coltivazione dei campi fin dall’antichità. Oggi, in tempi di agrobiotech, gestiscono con crescente successo aziende moderne, dove la qualità dei prodotti agricoli è un vero e proprio “cult”.

Alla luce di ciò, l’Associazione “Donne in campo” della Cia del Friuli-Venezia Giulia ha messo insieme una “compilation” di donne che raccontano le loro esperienze in fattoria.

Questa antologia di storie personali ha preso forma in un video che verrà presentato sabato prossimo 23 novembre a Palmanova, in provincia di Udine, presso la sala Auditorium San Marco alle ore 11. Il filmato è il frutto di interviste raccolte nel corso di due anni, dal 1999 al 2001, una sorta di “giro” nelle aziende agricole al femminile del Friuli.


^TORNA SU  

Congresso

Verso la III Assemblea congressuale della Cia
Reggio Emilia

Si aprirà stasera 21 novembre e si concluderà nel primo pomeriggio di domani la III Assemblea congressuale della Cia di Reggio Emilia presso la sala convegni del Centro Fiere di Mancasale.

I lavori saranno aperti dalla relazione del presidente provinciale della Cia Ivan Bertolini, alla quale seguiranno il dibattito dei partecipanti e gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni. La relazione di Bertolini sarà dedicata al tema “L’impresa e il mercato, la globalizzazione e l’Europa”, senza però tralasciare le problematiche locali.

Il congresso di concluderà domani, 22 novembre, con l’intervento di Giuseppe Politi, della Presidenza nazionale.


Marche

Nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il presidente ed il vicepresidente della Cia delle Marche, Franco Fiori e Nevio Lavagnoli, il presidente provinciale della Cia di Ascoli Piceno Dante Teodori, affiancato dai vicepresidenti provinciali Benito Vagnoni e Giovanna Pallottini, ha presentato le varie assemblee zonali e la III Assemblea congressuale provinciale.

Quest’ultima si svolgerà il prossimo 7 dicembre, con inizio dei lavori alle ore 9 presso l’Hotel Casale di Colli del Tronto. I lavori saranno conclusi dal presidente nazionale di Turismo Verde Andrea Negri.

Le assemblee zonali, invece, si svolgeranno nelle seguenti località: Servigliano (25 novembre), Grottammare (26 novembre), Ortezzano (27 novembre), Offida (28 novembre), Ascoli (2 dicembre) e Fermo (3 dicembre).


^TORNA SU  
 
 
« Indietro
^ TORNA SU  
Nuova agricoltura
 
 
FOTO GALERIA Home
La CIALe SediAgriturismoProgetti DimostrativiL'informazioneEventiServiziContatti
Login INTRANET CIA FORUM
16121 Genova - Via Colombo 15/5. Tel : 010/5705633 - 5702604 Fax : 010/594824
Oggi 07/09/2010 Pagine visite : 435,   Visitatori : 24
Dal 15 Maggio 2008 Pagine visite : 486049,   Visitatori Totali : 78602
Realizzato da : Linetmedia, Tel : 0270006942