Attualità | | La scomparsa di Angela Ferroglio, un grave lutto per tutta la Cia | Un gravissimo lutto ha colpito la Cia e tutti noi. La prematura scomparsa della cara amica e collega Angela Ferroglio che per tanti anni è stata un punto di riferimento per la nostra Organizzazione.
La competenza, la preparazione, la professionalità, il modo di fare, sempre sensibile e gentile, erano le sue eccezionali doti e proprio per questo motivo Angela era la persona ideale alla quale tutti noi ci rivolgevamo per un contributo indispensabile al nostro lavoro quotidiano.
Da sempre Angela si interessava di statistiche, di studi e di previsioni economiche e agrarie. E in questo senso il suo apporto è stato fondamentale per la Confederazione.
La ricordiamo in ogni momento disponibile e cordiale, pronta a fornire tutte le informazioni che le venivano richieste.
I suoi studi, i suoi saggi e i suoi articoli hanno arricchito per anni le pubblicazioni della nostra Organizzazione.
Per noi della Cia la scomparsa di Angela lascia un vuoto incolmabile negli affetti e nel lavoro di tutti i giorni.
In questo triste momento di grande dolore, la Cia tutta si stringe attorno alla famiglia di Angela e alla figlia Eleonora, nostra collega di lavoro, ed esprime le più fraterne condoglianze.
| | I dati della campagna orticola 2001/2002 evidenziano un andamento complesso | Una nota della Cia
I primi dati sulla campagna orticola del 2001/2002 indicano, secondo la Confederazione italiana agricoltori, sia eccessi che cali produttivi, a seconda del tipo di coltura e del periodo, spesso con conseguenze negative per le difficoltà di raccolta e per la qualità danneggiata.
Questo andamento complesso è stato ovviamente il frutto di particolari eventi climatici che si sono susseguiti da gennaio in poi, determinando conseguenze anche pesanti per l’intero comparto ovvero sia per gli ortaggi in pieno campo che per quelli in serra.
In particolare, vi è stata una pessima distribuzione temporale delle precipitazioni, caratterizzate da un primo periodo siccitoso, seguito da una seconda fase contraddistinta da piovosità eccessiva, sia in termini di frequenza che intensità, con conseguenze negative anche dal punto di vista fitosanitario. Vi è stato, quindi, un abbassamento del livello qualitativo dei prodotti che si evidenzia anche dai primi dati dell’export, che è diminuito (nel primo semestre 2002) non solo in termini quantitativi (-2 per cento) ma anche in valore (-5 per cento).
Le importazioni sono, invece, aumentate del 15 per cento in termini quantitativi e del 30 per cento in termini di valore. Ma ecco le cifre del periodo gennaio/luglio 2002:
esportazioni orticole Ton. 825.275
per un valore di M.euro 573
importazioni orticole Ton. 532.560
per un valore di M.euro 292
Ma vediamo meglio nel dettaglio l’andamento produttivo e commerciale, in relazione agli eventi climatici.
Le produzioni invernali
(spinaci-cavolfiori-broccoli-finocchi-cavoloverza e cappuccio-prezzemolo-sedano-bietola, pomodori in serra)
Le produzioni invernali hanno risentito delle avversità climatiche tra novembre e dicembre. Si è registrato in generale fino al 60 per cento in meno di produzione rispetto all’anno precedente. I costi fissi, quindi, hanno inciso maggiormente sui costi di produzione. In compenso, il mercato ha riconosciuto prezzi maggiori e quindi determinato interessanti margini di guadagno, nonostante l’aumento dei costi.
Vi sono stati anche picchi di prezzi, non sempre giustificati, fino al 40 per cento in più delle quotazioni normali.
Questi casi, purtroppo, sono stati molto enfatizzati dai mass-media, provocando un’improvvisa disaffezione dei consumatori verso alcuni prodotti, in particolare terricoli, che hanno provocato una diminuzione radicale dei consumi.
Da febbraio in poi la situazione è nettamente cambiata per queste produzioni, in quanto il mutamento climatico con il forte innalzamento della temperatura, specie nel sud, ha fatto maturare il prodotto tutto insieme (comprese le coltivazioni che non erano maturate nei mesi precedenti).
E’ stato, quindi, un vero disastro per i produttori meridionali, in quanto l’abbondanza del prodotto e la concentrazione delle fasi di raccolta hanno determinato il crollo dei prezzi.
In alcuni casi questi sono diminuiti del 1000 per cento, facendo quotare alcuni prodotti, come ad esempio il broccolo, solo 0,30 e/Kg. rispetto alle normali quotazioni di 1,50 e/K.
In alcuni casi sono stati attivati i ritiri (fino al 10 per cento della produzione) per alleggerire in parte il mercato.
Le forti perdite economiche dei produttori non sono state compensate dai maggiori ricavi dei mesi precedenti e, quindi, il bilancio complessivo di queste colture è stato fortemente negativo.
Un breve discorso a parte va fatto per alcuni ortaggi di nicchia, come le varietà od ecotipi pregiati di pomodoro da mensa in serra, che hanno avuto un andamento commerciale favorevole, dovuto proprio all’alta fascia qualitativa ed al segmento di utenza che non modifica i consumi anche di fronte a variazioni di prezzo.
Le produzioni primaverili ed estive
(pomodoro da mensa e da industria, peperone, melanzana, zucchino, ecc)
In generale per questi ortaggi in campo aperto si è registrata un’abbondanza produttiva fino alla fine di giugno. Tale abbondanza, al di sopra delle normali aspettative, ha procurato non poche difficoltà nel piazzare il prodotto sui mercati.
Successivamente sono iniziate incessanti piogge che, nel centro Nord e in alcune aree del Sud, hanno sia danneggiato la produzione sia impedito notevolmente la raccolta di tutto il prodotto per il difficile accesso alle terre allagate.
La piogge, in alcuni casi a carattere alluvionale, quindi, hanno non solo impedito alcune fasi di raccolta, ma anche danneggiato il prodotto.
La diminuzione e la scarsa qualità del prodotto, dovuta alla combinazione di questi due fattori è stata in media del 30 per cento (con picchi maggiori in alcune zone, come ad esempio nell’area di Apricena in Puglia).
I prezzi, in generale, si sono attestati sui livelli dell’anno precedente.
Si sono registrati, tuttavia, prezzi migliori laddove il prodotto era conferito da Op su contratti e disciplinari precisi, già concordati con l’industria.
In particolare, va notato che per il prodotto in serra, nel periodo agosto/settembre, la produzione è diminuita rispetto alla campagna precedente e, quindi, si sono spuntati prezzi migliori. Per quanto riguarda alcune aree del Centro-nord, come il ravennate, dove le produzioni orticole sono per la maggior parte vincolate allo sbocco industriale, vi è da notare che vi è stato un forte aumento negli investimenti colturali a pisello (+40 per cento rispetto al 2001).
Le abbondanti piogge hanno determinato per alcune colture, come le cipolle bianche, problemi non solo di raccolta, ma anche di stoccaggio a causa del marciume batterico che si è prodotto sul campo. I prezzi delle cipolle sono, comunque, ai livelli della scorsa annata a causa della maggiore richiesta.
Mercato fermo, invece, per le patate. Ciò ha inciso sui prezzi fortemente (0,09 euro/Kg in campagna).
Anche le zucche, tipiche del ravennate, hanno subito notevoli danni per le piogge. Il prodotto è diminuito circa del 50 per cento.
Ricordiamo, infine, che anche per il pomodoro da industria gli eventi climatici, oltre ad avere provocato una perdita di prodotto sia al Nord che al Sud, hanno facilitato lo sviluppo di patologie batteriche e fungine, rendendo difficile anche la tempestività degli interventi antiparassitari.
Nel Centro-nord si sono registrati, comunque, anche aumenti delle superfici investite a pomodoro da industria (trend che continuerà anche per il prossimo anno). Anche per il prodotto biologico le superfici sono in aumento ed i prezzi si sono attestati su euro/ton 118,00.
Zucchine
Coltivazione tipica italiana, è più frequente nel sud, ma è possibile trovare buone produzioni anche in Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna.
Gli investimenti complessivi superano i 15.000 ettari e la produzione annuale è di circa 450.000 tonnellate (di cui 70 per cento in pieno campo).
Il nostro Paese, inoltre, si configura come un esportatore netto per questo prodotto. Nel 2001 il saldo commerciale ha segnato un attivo superiore a 8 milioni di euro.
Purtroppo, nei primi sei mesi di quest’anno tale attivo è stato eroso del 28& rispetto all’anno precedente. Ciò è stato determinato da:
- battuta di arresto delle nostre esportazioni
- flessione dei prezzi medi in uscita (2 per cento)
- forte incremento dei prezzi medi di entrata (+96 per cento)
Ciò denota come anche il mercato delle zucchine quest’anno ha risentito delle particolari condizioni climatiche.
La produzione è stata fortemente penalizzata. In particolare, i prezzi hanno manifestato forti tensioni, facendo registrare incrementi anche a due cifre.
L’effetto di tale fenomeno è stato un generale calo della domanda, che, tra gennaio e settembre, ha fatto registrare una diminuzione del 15 per cento dei volumi di acquisto, con una corrispondente contrazione della spesa del 10 per cento.
Come canali di vendita, sono stati i negozi specializzati ed i mercati rionali ad accusare le perdite più consistenti (+del 20 per cento), mentre presso la Gdo, a fronte di un lieve calo dei consumi (-4 per cento) ha fatto riscontro una stabilità sul fronte della spesa. (Ufficio ortofrutta-Politiche delle produzioni e di mercato)
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| Dal Territorio | | Cia di Ravenna: un disastro l’annata agraria 2002 | “Se si lascia che l’agricoltura non ci sia, anche l’Italia non avrà un gran futuro”. Sono le parole con cui Giulio Fantuzzi, membro della Presidenza nazionale e presidente della Cia dell’Emilia Romagna, ha concluso il tradizionale appuntamento della Cia di Ravenna sull’annata agraria.
Annata agraria 2002: un disastro, anzi due. Il clima, primo disastro. Il mercato, secondo disastro. Queste sono state le considerazioni di apertura del direttore della Cia di Ravenna, Giulio Felicetti, che ha presentato le stime emerse dalla pubblicazione redatta dall’ufficio Studi provinciale. Utilizzando una simbologia originale, quella del semaforo, Felicetti ha mostrato come solo il 25 per cento dell’agricoltura della provincia abbia avuto risultati soddisfacenti.
La frustrazione ed il malessere per tali risultati sono stati manifestati anche dal presidente provinciale, Alberto Asioli, che ha evidenziato l’impotenza dei produttori, se lasciati soli, a risolvere questioni strutturali enormi ed ha, inoltre, centrato la sua relazione sui necessari fattori di rilancio per l’impresa, come la frutticoltura e l’attivazione di una moderna copertura dalle calamità e dagli squilibri di mercato. Come rendere meno variabile il reddito del produttore, come elevare la competitività del sistema agricolo regionale e nazionale, come accelerare i processi di innovazione e di ricambio generazione, sono stati gli altri temi conduttori dei lavori.
Hanno contribuito a qualificare il dibattito, tra gli altri, Valtiero Mazzotti, del Centro ortofrutticolo di Ferrara, Stefano Poni, docente universitario ed esperto di viticoltura, Maurizio Filipucci, assessore provinciale all’Agricoltura e diversi altri produttori.
“Ho visto annate più difficili di questa -ha affermato William Signani, vicepresidente regionale della Cia- ricordando il 1997”.
Alle sue parole ha fatto eco l’assessore regionale Guido Tampieri, che ha affermato “magari fosse solo crisi. Il problema è che siamo immersi in una nuova condizione competitiva del mercato globale e non si può scendere”.
Tutte le agricolture che si stanno affermando -hanno dimostrato con esempi sia Tampieri che Fantuzzi- hanno puntato su due fattori: innovazione e ricerca da un lato, fortissima organizzazione di sistema dall’altro, potendo contare su una compattezza del mondo agricolo e su una strategia pubblica di fiancheggiamento e di risorse.
“Serve, dunque, una strategia italiana, che non c’è -ha ribadito l’assessore- e soprattutto è il momento di lanciare la questione mediterranea con la contestualità fra revisione delle varie Ocm e della Pac”.
“Le ragioni dei produttori vanno ascoltate e la Cia -ha affermato nelle sue conclusioni Fantuzzi- vuole essere un moderno sindacato di imprese”.
“L’agricoltura italiana va sostenuta -ha proseguito- e serve crearle un ambiente favorevole con la riconquista di una reputazione in Europa, aggredendo le politiche europee, richiedendo con coraggio una seria riforma della Pac e costruendo un sistema di alleanze. Poi servono politiche nazionali per l’impresa, che è troppo sola, puntando sui fattori orizzontali per lo sviluppo”.
“Ma servono provvedimenti urgenti che richiedono una mobilitazione dell’intero mondo agricolo -ha concluso Fantuzzi- perché questa legge Finanziaria non delinea né risorse, né sostegno, nè sviluppo delle imprese. Un grosso sforzo per l’unità è l’assoluta necessità di oggi, ed a questo non giova di certo ‘l’ossessione’ di qualcuno nel volersi distinguere a tutti i costi”.
| | “Qualità Toscana” approda a Marathon edizione 2002 | La migliore produzione agricola toscana, legata al circuito “Qualità Toscana”, a braccetto con l’edizione 2002 di Marathon Expo, la rassegna che farà da contorno alla Firenze Marathon. Pane, olio, fagioli, vino, miele, confetture, oltre ad un’ampia scelta di produzioni agroalimentari.
Insomma, uno spicchio della Toscana sarà ospitato negli stand presso il palasport di Campo di Marte, curati dalla Confederazione italiana agricoltori. Sensibilizzare il consumatore sui temi della sicurezza e della sanità alimentare; ecco l'obiettivo di questa originale rassegna di prodotti di qualità, spesso introvabili nel normale circuito commerciale.
L’accostamento tra lo sport sano e un’alimentazione altrettanto genuina non è certo uno slogan commerciale, ma lo spirito seguito dalla Cia regionale per presentare la qualità agricola della Toscana, approfittando della vetrina offerta dall’edizione 2002 della Firenze Marathon.
La Cia della Toscana ha realizzato un sito web (www.qualitatoscana.it) nel quale ha iniziato a censire le migliori produzioni agricole, alimentari e le migliori offerte agrituristiche regionali. Il progetto “Qualità Toscana”, tuttavia, non si ferma alla realizzazione del sito internet. Nel corso del 2002, infatti, le aziende agricole aderenti al progetto, hanno avuto modo di farsi conoscere attraverso numerose manifestazioni (non ultimo il Festival della cucina italiana svoltosi all’Isola d’Elba nel mese di settembre), e continueranno a farlo in futuro grazie ad un dettagliato programma di manifestazioni messe a punto per i prossimi mesi dalla Cia.
In occasione della Marathon Expo, infatti, la Cia della Toscana, in sinergia con quella provinciale di Firenze ed in collaborazione con Ota (Olivicoltori toscani associati), Aprovito (Associazione produttori vitivinicoli toscani) e Toscana cereali (l’Associazione dei produttori cerealicoli), farà apprezzare, organizzando alcune degustazioni, una selezione delle migliori, e spesso poco conosciute, produzioni agroalimentari della regione, distribuendo anche agli atleti, la “fettunta”, ovvero la tradizionale bruschetta con l’olio nuovo appena uscito dal frantoio.
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| Appuntamenti | | Convegno a Roma sulla sicurezza alimentare | Il ministero della Politiche agricole, in collaborazione con l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, ha organizzato un convegno, che si svolgerà a Roma il prossimo 27 novembre presso l’Hotel St. Regis Grand, sul tema “Alimenti sani e sicuri: quali certezze per il consumatore?”.
Parteciperà per la Confederazione italiana agricoltori Nicola Stolfi, responsabile nazionale dell’Ufficio territorio e ambiente.
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| Congresso | | Verso la III Assemblea congressuale | Napoli
Si svolgerà venerdì prossimo 22 novembre a Napoli il Congresso provinciale della Cia.
I lavori, che si terranno a partire dalle ore 9 presso lo Star Hotel Terminus, in piazza Garibaldi, saranno aperti dalla relazione del presidente provinciale della Cia di Napoli Vincenzo Califano.
Sono programmati i seguenti interventi: Guglielmo Allodi, assessore alla Provincia di Napoli, Michele Bianco, dirigente Sesirca Regione Campania, Gennaro Biondi, docente universitario, Clementina Chieffo, esperto di politiche economiche, Mimmo De Biase, presidente Lega Coop Campania, Mario De Miranda, presidente Confesercenti Napoli, Benedetto Di Meglio, presidente Federconsumatori Campania, Vincenzo Falco, assessore alla Provincia di Napoli, Annalisa Franciosa, avvocato consulente Inac Napoli, Domenico Mollica, presidente dell’Ordine veterinari di Napoli, Nicola Oddati, assessore al Comune di Napoli, Anna Rea, segretario generale Uil Napoli e Campania, Franco S. Russo, vicepresidente Camera di Commercio di Napoli, Rossana Zambelli, segretario nazionale dell’Agia.
Il congresso verrà concluso con l’intervento del presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti.
Frosinone
Si terrà sabato 23 novembre a Sora, presso la Sala Convegni Olympus, in viale San Domenico, la III Assemblea congressuale provinciale della Cia di Frosinone.
I lavori, presieduti dal vicepresidente provinciale Valerio Calderoni, saranno aperti da una relazione del presidente provinciale Mario Mancini. Le conclusioni saranno svolte dal presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti.
Ferrara
Sarà inaugurata il prossimo 27 novembre la nuova sede della Cia di Ferrara in via Bologna 594. Subito dopo l’iniziativa, presso i locali del Centro Congressi, nella Sala Rotonda, si svolgerà il terzo congresso della Cia provinciale.
Ad entrambi gli avvenimenti sarà presente il presidente nazionale della Confederazione Massimo Pacetti.
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