Alcune qualità e varietà tipiche del pomodoro italiano rischiano di scomparire. Il che significherebbe perdere colture secolari legate fortemente alle tradizioni delle nostre terre. Si pone, quindi, l’esigenza di trovare soluzioni valide per evitare che sulle tavole degli italiani non vi siano più prodotti che hanno radici non solo alimentari ma anche culturali. In questo senso la ricerca biotecnologica gioca un ruolo è sempre più strategico e cruciale per tutelare e riavviare alcune produzioni dell’agricoltura italiana. E’ quanto sottolinea una nota della Cia-Confederazione italiana agricoltori.
Una conferma si è avuta durante il convegno in materia di orticoltura, organizzato dal Mof (Centro agroalimentare all’ingrosso di Fondi), che ha evidenziato, attraverso qualificate relazioni, l’importanza di alcuni contributi tecnico-scientifici, volti alla valorizzazione delle più rinomate varietà del pomodoro da mensa.
In particolare, il prof. Acciarri, dell’istituto Sperimentale di Monsampaolo del Tronto, ha messo in risalto come, grazie alla trasformazione genetica, i ricercatori dell’istituto siano riusciti a raggiungere significativi risultati su due filoni progettuali rivolti alla produzione di pomodori resistenti a particolari forme di virosi (Tswv e Cmv) e di pomodori partenocarpici, ideali per particolari avversità ambientali.
Secondo la Cia, le nuove piante, già brevettate, se in un prossimo futuro ricevessero il via per la commercializzazione, potrebbero riavviare la produzione di alcune varietà pregiate di pomodoro, tipiche del nostro Paese, che si sono sostanzialmente estinte a causa di queste terribili virosi.
Nonostante una certa aria di catastrofismo che spesso avvolge come una nebbia le nuove biotecnologie, questi filoni di ricerca pubblica, tutti italiani, rappresentano, per la Cia, seri e concreti contributi scientifici che mirano alla soluzione di problemi, spesso gravi, di alcune produzioni agricole italiane, non escluse quelle tipiche. E’ questa -conclude la Cia- la ricerca pubblica che oggi andrebbe maggiormente incentivata, al pari di quello che stanno facendo in questo campo i principali paesi europei.
Il giorno 12 novembre 2002 si è tenuto a Roma, presso il Centro Congressi Frentani, il Seminario nazionale della Cia sul tema “Le funzioni dei Centri di assistenza agricola, il ruolo degli Organismi pagatori ed i compiti della Camera arbitrale istituita da Agea”.
Nell’aprire i lavori, il vicepresidente della Cia, Alfonso Pascale, ha sottolineato l’importanza delle problematiche poste al centro della riflessione, la tempestività con cui la Confederazione le affronta e l’esigenza di essere protagonisti nell’attuale evoluzione dei rapporti tra la pubblica amministrazione e il mondo agricolo.
“Tali cambiamenti -ha continuato- derivano dal combinarsi di più fattori: il processo sempre più spinto di decentramento amministrativo in atto nel Paese, l’applicazione sempre più estesa del principio di sussidiarietà orizzontale, inteso come affidamento di funzioni pubbliche a soggetti privati, e l’integrazione sempre più pregnante tra sistemi informativi diversi”.
“Noi dobbiamo operare ha concluso Pascale- affinché le soluzioni operative che si andranno ad individuare portino ad una più accelerata semplificazione amministrativa e ad una maggiore soddisfazione dei nostri associati”.
La relazione introduttiva è stata svolta da Giuseppe Alagia in qualità sia di responsabile del Settore aiuti al reddito che di Direttore tecnico del Caa-Cia. Egli ha sottolineato le aspettative e le potenzialità del nuovo strumento della Confederazione e l’esigenza di attivare in tutte le province società di capitali per svolgere in modo conforme ai regolamenti comunitari il servizio agli agricoltori.
Alagia ha, inoltre, evidenziato come il riconoscimento, ottenuto dal Cipaat Service, di Caa operante su tutto il territorio nazionale impone nuove responsabilità e nuovi compiti, ma costituisce un’ulteriore occasione, a vantaggio delle imprese agricole, per accrescere la propria efficienza, sfruttando fino in fondo le opportunità fornite dalla Pac, e per abbattere il più possibile le barriere burocratiche che ostacolano il percorso dell’azienda verso la propria idea di impresa.
Successivamente hanno preso la parola alcuni dirigenti dell’Agea, che hanno illustrato la posizione della pubblica amministrazione. In particolare, il dott. Diofebi, intervenuto in sostituzione del dott. Gulinelli, titolare dell’Ufficio monocratico di Agea e responsabile dell’Organismo pagatore nazionale, ha evidenziato le novità derivanti dalla normativa che istituisce i Caa e dalla riorganizzazione dell’Agenzia; il dott. Nanni, in qualità di responsabile dell’Area coordinamento, ha illustrato i rapporti con le Regioni e i loro Organismi pagatori e il dott. Ferrelli, direttore della Camera arbitrale, ha messo in luce le linee del piano operativo del nuovo strumento creato dall’Agenzia per gestire in modo efficiente il contenzioso.
Nella sessione pomeridiana sono stati affrontati gli aspetti relativi alle innovazioni che la Cia dovrà produrre per dotarsi di una struttura organizzativa, al centro e nel territorio, capace di rispondere alle nuove necessità.
Le conclusioni del presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti hanno confermato le linee di un percorso, che da tempo è stato avviato dalla Confederazione e che, con il Seminario di Trevi, ha avuto i necessari adeguamenti.
Le ulteriori innovazioni vanno ora introdotte, considerando il decentramento, il federalismo e la semplificazione amministrativa gli obiettivi prioritari per fornire all’agricoltore associato servizi di sempre più elevato livello qualitativo.
Il 12 novembre scorso si è tenuto a Milano un convegno sulle positive opportunità di utilizzo del biodiesel, il biocarburante derivante dall’olio di colza e girasole che può essere impiegato senza alcun problema tecnico sia in trazione sia nel riscaldamento.
Nel corso del dibattito, a cui per la Regione Lombardia hanno partecipato il vicepresidente della Regione Viviana Beccalossi e l’assessore per le Risorse idriche Maurizio Bernardo, sono state evidenziate, da parte dei relatori rappresentanti degli operatori del settore, le opportunità e le problematiche del biodiesel e durante la tavola rotonda sono stati presentati diversi progetti ed esperienze sull’utilizzo di questo carburante in alcune province italiane.
Per la Confederazione italiana agricoltori hanno partecipato Umberto Borelli, presidente regionale della Cia della Lombardia, e Carla Donnini, responsabile nazionale del Settore seminativi. Quest’ultima, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza di incentivare la produzione nazionale di semi oleosi per soddisfare il fabbisogno interno di biodiesel permettendo così di creare una alternativa produttiva per i produttori agricoli che possa garantire un reddito equo e di attuare un ciclo completo per la diminuzione di emissioni di anidride carbonica sul territorio, a partire dalla materia prima.
A conclusione del convegno è stata lanciata una proposta globale per lo sviluppo applicativo dell’unico combustibile liquido rinnovabile disponibile sul mercato. (Politiche delle produzioni e di mercato-Ufficio seminativi)
Dopo un mese dal convegno di Varenna “Le ragazze dell’agricoltura. Le imprenditrici agricole lecchesi tra progetti, difficoltà e soddisfazioni” promosso dall’Associazione “Donne in campo” e dall’amministrazione provinciale di Lecco, le associate della provincia si sono incontrate per confrontarsi, ancora una volta, sui progetti e sulle iniziative da sviluppare insieme, lo scorso 11 novembre presso l’azienda agrituristica “I gelsi” a Cernusco Lombardone.
La serata è stata anche l’occasione ideale per fare il punto assieme a Michela Zucca, antropologa e relatrice all’ultimo Incontro internazionale sulle donne e la montagna nell’ambito dell’”Anno internazionale della montagna 2002”, tenutosi in ottobre a Thimphu in Bhutan, su ciò che lo stesso ha messo in moto per la valorizzazione del ruolo delle donne, e in particolare di quelle che operano in agricoltura, e sull’azione positiva svolta a livello internazionale dal gruppo di lavoro italiano, al quale hanno partecipato anche la Cia e “Donne in campo”.
All’incontro hanno partecipato, oltre a numerose imprenditrici agricole, la vicepresidente regionale dell’Associazione Liliana Bergamini, il presidente nazionale di “Donne in campo” Paola Ortensi, la coordinatrice regionale Chiara Nicolosi , il presidente della Cia della Lombardia Umberto Borelli, il presidente provinciale della Cia Corrado Toscani, il dirigente del settore agricoltura della Provincia di Lecco Corrado Toscani e il presidente della commissione Pari opportunità della Provincia Irene Riva.
L’iniziativa si è rivelata anche un’occasione di festa per i successi riscossi dall’Associazione nella provincia ad un anno dall’avvio delle attività. Tutti hanno, inoltre, confermato la volontà di sviluppare progetti ed iniziative, alcune delle quali già in cantiere, dedicandosi con particolare attenzione al sostegno e allo sviluppo dell’attività delle donne nell’agricoltura di montagna.
Un altro ristorante di Senigallia, “Lo Schiaccianoci”, ha inserito i Prodotti tipici di fattoria nel suo menù, aderendo all’iniziativa promossa dalla Cia provinciale di Ancona.
“Occorre ridurre il divario che separa l’agricoltore dal consumatore -ha detto il presidente provinciale della Cia Marco Giardini in occasione della cerimonia inaugurale- se vogliamo portare sulle nostre tavole i sapori veri e naturali di un’alimentazione sana, genuina e di stagione”.
Giardini ha inoltre sottolineato che tutto il territorio della provincia vanta ormai una serie di prodotti agro-alimentari di eccellenza, basti pensare al vino, all’olio e alle carni che, grazie all’azione dell’uomo, stanno ottenendo ripetuti riconoscimenti alla pari di molti chef, alcuni dei quali si sono formati proprio a Senigallia e sono divenuti famosi in Italia e nel resto mondo.
Il sindaco di Senigallia Luana Angeloni, nel suo intervento, ha riconosciuto alla Cia il merito di aver intrapreso l’intelligente strada della valorizzazione del territorio e delle produzioni tipiche locali attraverso una poliedrica capacità di dialogo non soltanto con gli agricoltori, ma con tutta la società.
Molto apprezzamento hanno suscitato anche le principali iniziative promosse dalla Confederazione nel comune: la “Vetrina delle fattorie”, “Fattorie in viaggio”, “Pane nostrum”. Esempi concreti ed innovativi, secondo la Cia di Ancona, di un forte impegno a favore dell’agricoltura messo in atto grazie anche alla solerte attività dell’amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza.