La scadenza elettorale si avvicina e come è costume della CIA Liguria ci accingiamo a fornire ai nostri soci le informazioni ed i giudizi, che ci auguriamo consentano loro di scegliere il prossimo Governo della Regione con il maggior grado di cognizione possibile. Lo abbiamo detto e lo facciamo: giudichiamo chi governa per ciò che ha fatto e che vuol fare e chi si candida a sostituirlo in base al programma che propone. Ad entrambi i candidati alla carica di Presidente chiediamo l'impegno sui punti che seguono.
A) L'agricoltura va riconosciuta e considerata come un settore produttivo importante, che concorre alla ricchezza della Regione con una duplice funzione, quella propriamente produttiva e quella relativa al mantenimento del territorio e del paesaggio ligure, che rappresenta un elemento di valore per altri settori Questa funzione va considerata, non cadendo nella tentazione di relegare il settore a testimonianza, in attesa di destinare le aree agricole a più remunerative destinazioni.
B) Va confermato il metodo del confronto come strumento attraverso il quale ricercare le soluzioni più adeguate a fronteggiare i problemi del settore, impegnandosi da subito nella ricostituzione del cosiddetto "Tavolo Verde" fra Organizzazioni Agricole e Giunta Regionale.
C) Un impegno concreto a ridurre il peso della burocrazia, sulle imprese agricole, attuando concreti provvedimenti di semplificazione a partire dalle materie sulle quali la Regione ha competenza diretta come, ad esempio, autorizzazioni sanitarie, procedure urbanistiche, sistemi di controllo.
D) La definizione di un protocollo di lavoro con AGEA e SIN che stabilisca certezza e trasparenza nella gestione delle procedure di compilazione delle domande relative al PSR, spesso rallentate nel proprio iter per effetto di scelte esterne alla Regione. Deve essere definito un vero e proprio contratto di servizio fra Regione Liguria ed AGEA/SIN per avere impegni certi e referenti precisi a cui rivolgersi per risolvere i problemi che spesso bloccano le procedure.
E) L'impegno a garantire un adeguato flusso di risorse finanziarie al settore, che oltre a permettere l'attivazione delle risorse comunitarie, permetta di realizzare una vera e propria politica agricola regionale, confermando la priorità alla spesa destinata al sostegno degli investimenti produttivi.
Con l'elencazione dei principali temi che pensiamo debbano costituire l'impegno di chi sarà chiamato a governare la Regione per il prossimo quinquennio, intendiamo fornire una "guida" per i nostri soci in modo da potersi orientare a prescindere dalle tante facce tristi che si vedono capeggiare sui muri. In agricoltura preferiamo la sostanza all'immagine.