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Finanziaria poco orientata allo sviluppo. Per l’agricoltura qualche segnale positivo |
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Una dichiarazione del presidente della Cia Massimo Pacetti
“Si tratta di una manovra che è frutto di una difficile situazione congiunturale e di una scarsa capacità di risorse per ridare slancio all’economia. Non si può certo parlare di una Finanziaria di sviluppo, colma com’è, nei suoi elementi essenziali, di condoni e di altre misure una tantum”. Lo ha sottolineato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti.
Soffermandosi sugli aspetti agricoli della Finanziaria 2004, Pacetti ha evidenziato che “è importante avere avuto nel testo le norme fiscali (proroga del regime Iva, Irap, imposta di registro e carburanti agevolati ad accisa zero per le serre), così come la parte relativa alle attività connesse. Ciò significa non dover lottare per ottenerle in corso di discussione, ma partire da punti fermi”.
Il presidente della Cia, nel riaffermare che un giudizio più completo verrà espresso quando si conosceranno i particolari della manovra, ha aggiunto che “possono andare in direzione di un complessivo disegno di sviluppo del settore sia la decisione di riportare le attività della Ribs da Sviluppo Italia al ministero delle Politiche agricole, sia quella, se confermata, di far riassegnare, allo stesso ministero, le risorse non impegnate nella programmazione negoziata di settore, unitamente al rifinanziamento delle azioni per il credito d’imposta e i contratti di filiera”.
“La soluzione adottata per il problema della cartolarizzazione dei crediti Inps -ha sottolineato Pacetti- risolve solo in parte un problema di impatto economico e sociale, che rischia di essere dirompente in numerose regioni italiane e del Sud in particolare”.
Il presidente della Cia ha affermato, inoltre, che “anche l’agricoltura, così come tutta l’economia nazionale, ha bisogno di attivare azioni endogene per il suo sviluppo. La competitività, ormai, non si gioca solo più sui costi, ma soprattutto sulle risorse umane, la ricerca, la logistica e in un’ottica europea. Ci auguriamo, pertanto, che nel corso del dibattito si possano trovare le necessarie convergenze per un ulteriore miglioramento della manovra in tal senso, così come particolare attenzione dovremo avere per la parte che riguarda il sociale e il trasferimento delle risorse agli enti locali”
Pacetti ha concluso sostendo che “l’agricoltura è territorio e, in una combinazione degli elementi, può trovarsi la chiave sia per uno sviluppo armonico che per salvaguardare l’ambiente. Per questa ragione si dovrà porre attenzione a quel complesso di norme che inciderà sul territorio agricolo e rurale: espropri per la realizzazione delle grandi opere, alienazione di beni demaniali, condono edilizio”.
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